Interviste e impressioni al “1° NATURAID MAROCCO 2004”


 MICHELE DEGASPERI Trento 17-01 2005

IMPRESSIONI DEL VINCITORE DELLA GARA 

Tutto ha avuto inizio da una mia constatazione condivisa, per altro, da molti. Viviamo sempre più in una società dove si fa a gara per essere tutti omologati, stesse idee, stesso stile di vita, simili obiettivi personali. Rispetto a questo stato la mia educazione e una particolare indole mi hanno da tempo spinto a rimanere fuori dal “gruppo”, anche se, tengo a precisare, la compagnia e l’amicizia rimangono in cima alla scala dei miei valori. 

Durante i  primi mesi dell’anno decisi, anche spinto da una esperienza di lavoro che stava per arrivare al termine, che era venuto il momento di cambiare; cambiare, parola molto difficile, per certe persone non può dire nulla, per tante altre è la normalità, per me significa sopra ogni altra cosa più tempo da dedicare alla mia passione, la bicicletta. Dedicarmi a qualcosa di diverso dal solito, seguendo con più libertà quella che per tanto e ora più che mai è la mia “personale medicina”  che sostiene il fisico e soprattutto la mente, la ricerca del limite unita all’agonismo. Ecco perché quando il mio amico, Maurizio Doro, al temine della 24 ore, mi mise la classica “pulce nell’orecchio” raccontandomi l’idea di una competizione in Marocco, non passò giorno che non ci pensassi. Avevo già letto di questo evento, il Naturaid, in internet, anche se a quel tempo ben poco era definito. Incominciai a macinare km su km, mediamente 100-130 al giorno, in compagnia del mio amico Ivan, arrivando difatti quasi per caso all’appuntamento della 24 ore con una gamba strepitosa. A questa competizione unica per le sue caratteristiche, 24 ore in solitaria, sentii fin dalle prime pedalate che la condizione c’era e mi consentiva d’impostare un ritmo sostenuto, tanto che dopo poche ore mi trovavo al comando della competizione con diversi giri di vantaggio. L’adrenalina cresceva con il passare delle ore e non mi faceva sentire la fatica, il pubblico, gli amici e la grande festa mi davano una marcia in più, ma purtroppo non avevo fatto i conti con un nemico che non avevo previsto, il sonno. Al termine della gara avevo macinato molta strada, consumato tanta energia fisica, ma il limite, quello mentale, non l’avevo raggiunto e questo mi lasciava un senso di amara sconfitta nel cuore. Tutto mi era sembrato impegnativo, ma non veramente difficile, tanti, per me troppi elementi di contorno a supporto dell’atleta, un circuito perfettamente organizzato e illuminato, la gente intorno che da sicurezza, la consolazione di potermi fermare in qualsiasi momento senza pericolo alcuno. Quando Maurizio Doro mi mostrò il programma del Naturaid capii subito che avrebbe potuto rappresentare un’impresa ideale rispetto alle mie aspettative e vicina alle avventure vissute in giro per il mondo negli anni precedenti. Sono partito più volte per il Nepal e l’India realizzando vari trekking in solitaria. Ho potuto rimanere a lungo in quei posti così diversi dalle nostre città, essenziali, crudi e così intatti malgrado il turismo commerciale. Ciò che più ricordo sono gli incontri fatti durante quei viaggi, un lungo periodo trascorso con i Ladaki, un popolo tibetano che mi ha insegnato a guardarmi dentro a vedere ciò che la vita ci propone con il giusto disincanto sfruttando le risorse della mente che sono infinite e sopravvivendo con ciò che realmente è essenziale, un po’ di cibo e acqua. Nel leggere il programma di gara già immaginavo quali avrebbero potuto essere alcune difficoltà che sapevo di poter superare. Mi riferisco ad esempio al buio alla notte che tante volte avevo già incontrato; spesso durante l’inverno con gli sci risalgo i pendii della Paganella, montagna storica che si affaccia sulla valle dell’Adige. A volte da solo a volte con qualche altro pazzo che con me condivide la salita e la veloce discesa alle tre di mattina siamo già alla partenza per poi alle sei essere sul lavoro con tanta stanchezza ma la gioia dentro…Se il buio poteva rappresentare un nemico conosciuto, altre difficoltà si prospettavano come nuove esperienze. Sapersi orientare in un percorso mai visto prima con l’aggiunta di tante incognite; quale alimentazione, quale abbigliamento, quale mezzo?

Risolsi repentinamente la questione del mezzo migliore per affrontare questa sfida, non potevo permettermi di affaticare troppo la schiena, quindi consigliato da un amico scelsi una mtb biammortizzata, certo limitante dal punto di vista del peso, ma molto confortevole sulle pietraie che mi avrebbero potuto facilmente sfiancare.

Cosa mangiare? Quattrocentosettantacinque km possono essere pochi se affrontati in macchina, ma in bici? Tutt’altra cosa, ci vuole tanto carburante, così già dieci giorni prima della partenza iniziai una dieta esclusivamente a base di proteine con il risultato di non riuscire fin dai primi giorni a pedalare e fare qualsiasi altra attività fisica. Decisi allora di ricominciare a mangiare di tutto, beata pasta e con il supporto del mio grande amico, Armando Defant, cercai di fare una stima precisa di quanto avrei consumato durante il tempo di gara che mi ero prefissato, tre giorni. Il risultato fu di prevedere una “dispensa di cibo” veramente limitata: 300 g di maltodestrine, 20 barrette, 150g di proteine, magnesio e vitamine. L’abbigliamento, altra incognita non semplice, fu deciso tenendo conto soprattutto della grande escursione termica che ci aspettava: 35 gradi di giorno che poteva scendere sino a – 7 durante la notte. Il classico abbigliamento da ciclista non mi sembrava sufficiente per il freddo previsto durante la notte, optai quindi per una giacca in wind-stopper, maglia a maniche lunghe, gambali e guanti, ma ora sorgeva un altro quesito. Dove mettere tutte queste cose? Per fortuna misi in un cantuccio fin da subito l’idea di viaggiare senza zaino, alcune cose entrarono quindi nel marsupio altre nello zaino che mi avrebbe fatto da compagno fedele. Ero dunque pronto per partire. L’idea che avevo era che avrei trovato un paese con tanta miseria e non particolarmente ricco dal punto di vista naturalistico. Tutto sbagliato, fin dal mio arrivo a Marrakkech mi accoglie un paese veramente molto vivace dove povertà e ricchezza coabitano gli stessi luoghi le stesse vie dove la sporcizia è molto meno di una qualsiasi città della nostra bella Italia e dove il traffico praticamente è paragonabile a quello di un vecchio paese del trentino. Ciò che da subito mi ha stordito sono i colori e i profumi così forti e la particolarità di una civiltà in bilico tra islam e occidente che ti accoglie con tanto calore da farti pensare quanto poco conosciamo dei paesi arabi e quanta informazione sbagliata circola nelle nostre tv e giornali. Appena giunti al nostro albergo iniziamo subito a montare le biciclette, siamo un gruppo molto vario, c’è il dentista, il rappresentante, il dietologo e tutti respiriamo un clima un po’ teso forse frutto di un’avventura così nuova ed estrema,rispetto alla quale nessuno ha una conoscenza ben precisa. Ma in fondo conosciamo tutti questa sensazione, è la tensione tipica del pregara che una volta in sella svanisce e non lascia traccia. La partenza è rapida e sento subito che la gamba gira bene, la fatica però la sento subito,  a una bici così carica e pesante non sono per niente abituato. Nei primi chilometri tutti cercano di stemperare la tensione chiacchierando e cercando in qualche maniera di esorcizzare la fatica che ci aspetta. Sin dalla sera prima mi ero accorto che tra i tre atleti, considerati più forti, che si conoscevano già da prima del Naturaid,  l’amicizia e l’alleanza era forte, tanto da aver programmato di pedalare assieme per più di metà gara. La mia attrezzatura tecnica, non dello stesso livello qualitativo dei miei compagni e la mancanza del GPS,e non ultimo il consiglio dato da delle persone a mè molto care, mi ha convinto sin da subito che l’unico modo per poter aspirare a vincere era imprimere sin da subito un ritmo sostenuto in maniera da raggiungere già al termine della prima giornata il duecentottantacinquesimo chilometro. Arrivare di sera a quel punto voleva dire non dover affrontare tutta la notte in montagna vista la temperatura prevista sicuramente sotto lo zero. Inoltre raggiungere il chek point posto al km 285 ….voleva dire aver superato la maggior parte del dislivello complessivo del percorso di gara.  Sarò in grado di farcela, confidando in un po’ di fortuna la condizione fisica c’era e questo per mè significava, che valeva la pena di rischiare il tutto per tutto. Sì, rischiare, visto che tutti quelli che mi erano stati vicini nei giorni precedenti si erano raccomandati di partire piano di osservare gli altri e poi eventualmente nel finale spremere la gamba fino in fondo. Ma naturalmente, come sempre, ho voluto fare di testa mia supportato dall’entusiasmo di aver guadagnato fin da subito alcuni minuti di vantaggio. Così sono partito in solitaria e più andavo avanti e più ero convinto di potercela fare…e poi l’ambiente naturale che stava davanti a me certo non richiedeva compagnia umana per farti sentire bene. Con il procedere sullo sterrato pietroso del tracciato il paesaggio diventava selvaggio, la luce cambiava e di conseguenza i colori delle montagne che mi stavano intorno, una meraviglia per i miei occhi. Spesso ho incontrato villaggi e piccoli agglomerati di case, la gente che ci abita era entusiasta nel vedermi arrivare e usciva in strada per darmi supporto forse incuriositi per una cosa che certo non capita spesso di vedere. La festa e la curiosità che suscitavo nella gente in tanti momenti mi ha spinto oltre la fatica, lasciandomi dentro una grande serenità difficile da descrivere. L’unica fonte di stress era dovuta alla consapevolezza di avere tre persone al mio inseguimento e presto avrebbero compreso che la mia non era solo una sparata, una breve fuga e si sarebbero impegnati molto per raggiungermi. Mentre pensavo queste cose, una scarica di adrenalina partiva dal mio cervello verso le gambe, una scarica che mi dava le forze per andare ancora più forte. In poco tempo è arrivata la notte, la prima notte di gara, ma la luna faceva così tanta luce che non serviva nemmeno la frontale per vedere il tracciato e il silenzio era assoluto, sentivo solo il rumore delle ruote sulla strada e il mio respiro affannoso. Forse se ricorderò per sempre un momento di questa meravigliosa esperienza è proprio la prima notte, il silenzio che solo in posti così lontani dalla civiltà moderna si trova, il silenzio che non si racconta e il profilo delle montagne illuminate di notte…

Il giorno successivo, arrivato al traguardo non senza aver ringraziato dentro di me il deserto per avermi concesso tanta ospitalità e tanta bellezza, venni accolto con grandi festeggiamenti da parte degli organizzatori e simpatizzanti del primo Natura Raid del Marocco. Il risultato contava, ma a differenza di tante altre competizioni questa volta per me contava più di tutto ciò che sentivo dentro, la stretta comunione con un posto, le sue persone e la semplicità di tante amicizie che sono nate sul percorso di una gara unica. Un grazie particolare a Maurizio, Fabrizio e Paolo per l’ottima organizzazione offerta e la simpatia dimostrata in ogni momento. Un abbraccio forte a tutti i miei compagni d’avventura perché nell’essenzialità di confort di un’avventura nel deserto mi hanno offerto l’unica cosa veramente vitale, l’amicizia.

A presto.Miki

INTERVISTA A MAURIZIO DORO DEL 15 DICEMBRE 2004 per SOLOBIKE.IT

1) Innanzitutto fai una tua piccola descrizione, per chi ancora non ti conoscesse.
Sono un viaggiatore estremo curioso (tutto sul mio sito www.mauriziodoro.it)

2) Molto spesso si accomuna la MTB alla competizione, ma tu la vedi in un altro modo, vero?
Be si, credo proprio di si anche se la pratico ancora come atleta, mi piace la competizione ma con me stesso scoprire i lati più nascosti della propria anima, con te stesso non puoi proprio barare: tu solo sai veramente cosa vali,. Agli altri non interessa il superman, si avvicinano se c’è fiducia e verità. Mi piace vivere il contatto con la natura e le principali regole primordiali e poi trasmettere le mie emozioni perché possano essere una curiosità per gli altri e provino un altro cammino che magari non conoscevano.

3) Come è nata la tua passione per la MTB?
Ho cominciato 20 anni fa con le gare di paese, ma mi accorgevo che io cercavo altro, erano un allenamento per le mie avventure gia da giovane. Infatti mi caricavo la bici in spalla quando era necessario e andavo in montagna o su per le ferrate e poi ritornavo pedalando per sentieri. Usavo la MTB per spostarmi in ambiente perché ero più veloce e riuscivo a fare grandi distanze che non potevo fare a piedi.
Fino ai giorni nostri con avventure che richiedono grande esperienza.

4) Come è nato il tuo concetto di Naturaid?
È una parola che ho inventato molti anni fa, ma ero geloso, o forse dovevo solo crescere ancora. Sin da piccolo vivevo a contatto con la natura e crescendo l’ho amata sempre più perché mi da tanto, più io do a lei (fatica, dolore, sofferenza) e più lei mi da (gioia, conoscenza interiore, incontri…cibo per l’anima). Poi ho capito che potevano e dovevano goderne anche gli altri di questo mondo che ti da tutto gratis senza spendere una lira…ci vuole solo una gran voglia di sincerità…è troppo alto il prezzo?

5) Come stai portando avanti la tua concezione di Naturaid?
Con grande rispetto e libertà per chi si avvicina a questa filosofia.
Organizzo dei Naturaduni e chi vi partecipa si sente tra persone di grandi valori e si fida degli altri. E’ bellissimo vedere queste
persone che cercano di conoscersi un pò più a fondo. Sono nate delle profonde amicizie. Chi non ha dentro queste regole elementari di vita non riesce a emergere e intaccare il gruppo dei Naturaider perché non c’è terreno fertile per il non rispetto.
Sto creando un’associazione ed è appena uscito il primo numero dicembre del giornalino “Naturaid News”.

6) Quali sono le avventure e i luoghi che più ti hanno lasciato qualcosa dentro e perché?
Ogni cosa che ho fatto mi ha tolto e dato qualche cosa. Tutte le avventure mi hanno insegnato e arricchito.
Ma credo che le avventure Nel Grande Nord mi siano rimaste dentro in maniera forte. Mi hanno fatto capire chi sono veramente e perché lo faccio. Il Grande Nord con i suoi freddi che ho conosciuto oltre i meno 40° ti fa capire che non puoi andarci per scherzare, non ci vai per prendere in giro ne te ne gli altri. Qui ho trovato delle popolazioni speciali che per necessità devono aiutarsi ed essere leali. Chi non ha rispettato queste regole è tornato a casa. Mi rimane molto forte spiritualmente il regalo di un cacciatore Canadese, un dente di grizzly: è per te rispettalo mi ha detto.
È il regalo più importante che ho ricevuto fino ad ora nella mia vita.

7) Cosa consigli a tutti coloro che vorrebbero fare qualcosa di estremo, ma non hanno il coraggio di provarci?

Non si prova a fare queste cose, ci si avvicina piano piano. Ripeto è una questione mentale e di cuore ce l’hai dentro. Si cresce piano piano maturando di esperienza facendo prima cose piccole, mai volere tutto subito.
Non lo si fa ne per danaro ne per notorietà, anche se a volte capitano entrambi, ma per amore perché non te lo impone nessuno di rischiare…solo tu.

8) Quali sono i tuoi prossimi impegni e cosa stai preparando per il 2004?
Forse intendi 2005?
Proprio il 1 gennaio partirò per il Sud Africa per 15 giorni con un gruppo di 25 biker-naturaider e pedaleremo sul confine con la Namibia fino a Città Del Capo. Una bella avventura sicuramente, ma naturalmente in sicurezza perché ci saranno dei pulmini al seguito.
Avremo le nostre tende, e non ci saranno guide del posto. Mi piacerebbe mandare le impressioni e le foto in diretta dal tour per
far partecipare anche gli amici a casa, mi sto preparando con il pc portatile, vedremo.

In maggio sto preparando un tour di una settimana in Marocco sempre in MTB e lontano dai classici itinerari turistici. Una buona
occasione per incominciare a conoscere il mondo dell’avventura e conoscere altri biker.

Poi in giugno-luglio sto preparando la mia spedizione importante e difficile che richiede grande determinazione mentale e allenamento: un mese circa in completa autonomia alimentare e senza mezzi al seguito, la discesa del fiume Yukon per 800 km e poi continuando con la MTB per 900 km fino all’oceano artico verso il polo Nord.
Naturalmente tutto il carico e la bici saranno sulla canoa indiana.

In agosto è in preparazione una spedizione di 3 settimane per gli amanti dell’avventura di alto livello in India nella Spity Valley
(residenza estiva del Dalai Lama) un ambiente buddista oltre i 4000 m in autonomia completa con jeep al seguito, autisti, guide locali e cuochi che cucineranno per noi.
Visiteremo monasteri e popolazioni di alte quote naturalmente sempre in MTB.

E poi in novembre l’appuntamento per il 2°NATURAID MAROCCO 2005 la gara più estrema che avete seguito anche voi con i collegamenti in diretta. Per il prossimo anno la distanza dovrebbe essere di 600 km.


LISA GARAU Cagliari 17/12/2004

Dà una bella sensazione dire 1° NATURAID Marocco, perché è quasi certo o almeno  c’è la grande voglia di  farne degli altri .E’ questo quello che auguro a Maurizio e a chi ha creduto nella riuscita di questa prima gara! La mia è stata una partecipazione marginale, non da gara, ma piuttosto da viaggiatrice e da ricercatrice di nuovi contatti e nuove sensazioni in posti diversi, ricchi di semplicità e naturalezza. E’ stata una splendida esperienza, anche se per me un po’ faticosa, ma sono felice di aver partecipato e voglio ringraziare Maurizio per avermi regalato questa possibilità, e Mauro, il mio compagno di gara, per avermi sostenuto, aspettato ed aiutato!

Grazie e un saluto agli altri NATURAIDERS. Lisa

Lisa aveva scritto prima della gara:

"Fondamentalmente non sono mai stata una grande sportiva. Da bambina odiavo anche partecipare ai giochi della gioventù. Mi sono sempre limitata a frequentare la palestra, negli ultimi anni ho fatto spinning regolarmente e finalmente, ho trovato un’attività che veramente mi piace! Poi, un pò per caso, un perché qualche amico mi aveva parlato dei Viaggi di Maurizio Doro in bici, ho iniziato ad avvicinarmi alla montain bike. Mi piace molto viaggiare e l’idea di percorrere nuovi luoghi pedalando m’incuriosiva tantissimo, tanto che mi feci mandare dal M.Doro alcune VHS dei suoi tour in Marocco. Nel vederle il mio pensiero era: non ci riuscirò mai!!, io che usavo la bici per andare a prendere il gelato al massimo a 4 Km da casa mia (e arrivavo sfinita).

Invece, poi, proprio un anno fa decisi di partecipare al tour in Marocco, perciò, grazie a mio fratello Lelle che mi prestò la sua bici (ora finalmente ne ho una mia), iniziai con  delle piccole uscite (anche di mezz’ora) cercando di fare dello sterrato. Allora avevo quasi terrore di pedalare nello sterrato, con pietre e sabbia. Tutti i giorni continuavo ad uscire aumentando il tempo, cercando di fare il più possibile anche perché avevo a disposizione meno di due mesi per prepararmi.

I fine settimana pedalavo anche in strade asfaltate per fare un po’ di distanza, e ricordo con emozione il giorno che ho deciso di arrivare a Nora (la spiaggia a cui sono molto legata perché ci vado sin da piccola). In tutto 50 Km, ma per me è stato un gran traguardo!!

Arrivò  poi il giorno della partenza in Marocco: grande curiosità, grande emozione, ma soprattutto grande paura di inforcare la bici e pedalare  insieme ai miei  compagni di viaggio. E invece, tutto è andato bene: ho pedalato per tutto il viaggio, al mio passo, gustandomi la meravigliosa atmosfera marocchina.

Dopo il Marocco ho deciso di fare una simile esperienza in Bolivia (è stata molto impegnativa a causa dell’alta quota e del freddo)  e oggi, ancora carica d’entusiasmo e curiosa di fare nuove esperienze, provo a fare la Gara Naturaid in Marocco! Non ho mai fatto gare simili, spero di trovare un compagno d’avventura per cercare almeno di non perdermi!

Comunque vada sarò contenta perché la gara Naturaid sarà una conferma di ciò che ultimamente ho fatto mio: a piccoli passi, con determinazione e obbiettivi reali si riesce ad ottenere cio che ci siamo proposti…piccole o grande soddisfazioni che ci fanno sentire grandi e ci rendono felici!!"

Lisa


VINCENZO MARTINI Brescia 30/11/2004

Non ho molte cose da aggiungere alla lettera del mio compagno Max con il quale ho condiviso questa straordinaria avventura.

Ho solo tre ringraziamenti da fare: il primo, al mio "Zio" Max per avermi convinto come solo lui sa fare, senza il quale avrei perso la possibilità di gustare questa esperienza.

Il secondo, a Maurizio Doro ed al suo staff, che con la sua sensibilità ha saputo trasmetterci delle emozioni che solo le altre persone che erano in Marocco con noi possono capire e provare.

E l'ultimo, ma non in ordine di importanza, e che non pensavo di divulgare ai lettori è il più intimo: alla mia amata e defunta nonna, grazie alla quale sono convinto di aver raggiunto la meta tanto agoniata. In mezzo a tante stelle, nella notte lei era là, e ci ha indicato il cammino da seguire.

grazie nonna un grosso bacio.

P.s. Condivido a pieno tutto quello che ha scritto il mio compagno; anch'io aspetto in grazia il prossimo anno per poter ripartecipare ad una nuova avventura con il gruppo di NATURAID.

Ciao a tutti...Vincenzo.


BINA MASSIMO Brescia 29/11/04

-Prima di dare il mio commento sul 1° NATURAID vorrei ringraziare per la compagnia e l'aiuto Vincenzo Martini, senza di lui la gara non sarebbe stata la stessa.

Con gli altri concorrenti ho stretto un'amicizia al di là di quelle che si possono trovare in una "solita" competizione. Colgo l'occasione per salutare Michele Degasperi che in pochi giorni ha saputo trasmettermi qualcosa di veramente speciale.

-Dopo la fine dell'avventura sarebbe facile fare della pubblicità a Maurizio, ma parlo con sincerità sottolineando l'impressione di sentire per la prima volta la presenza di un'organizzazione molto efficiente. E l'esperienza di un uomo che ha saputo farci vivere l'avventura che cerca un Biker del mio livello. Il percorso ha saputo trasmettere a pieno la grande passione per la natura di Maurizio, per questo gli faccio le mie congratulazioni. Gli auguro di riuscire nell'intento di coinvolgere altri ciclisti perchè è un peccato per gente che ama questo genere di escursioni perdere una competizione che ha un sapore diverso da ogni altra impresa estrema affrontata. Sul percorso mi sono trovato davanti ad una scelta: se affrontarlo agonisticamente o abbandonarsi alle visioni dei paesaggi come abbiamo fatto Vinci ed io . Mi si sono poste più di 1000 situazioni differenti costretto a passare da -7° a +35° C, da percorsi facili a pezzi estremamente tecnici e abbastanza difficili. Incrociando letti di fiumi in secca, canyon, montange ed altipiani, ed infine la vastità del deserto. Dove abbiamo avuto le maggiori difficoltà nel buio della notte perdendo sia la strada sia la sicurezza di arrivare. Fortunatamente siamo incappati in due nomadi che ci hanno offerto del thè (tipica usanza locale) e ci hanno dato una dritta sulla direzione da mantenere per l'arrivo.

Il mio è un vero incitamento a tutti di intraprendere un'esperienza simile perchè non trovo paragone alla bellezza di ciò che ho vissuto in questa settimana, conoscendo realtà completamente differenti da quella in cui vivo tutti i giorni.

-Aspettando il 2° NATURAID vivrò un anno con dei ricordi indelebili fino alla prossima iscrizione!

Ciao a tutti MAX

Massimo Bina

1) Cosa ti ha spinto a iscriverti a questo evento estremo? Sono sempre stato affascinato dalle gare estreme

2) Quali sport pratichi? L’unico sport da me praticato è la  mtb.

3) In che modo ti sei preparato, quali sono stati i tuoi allenamenti e in che situazioni? Non eseguo allenamenti specifici, esco con il mio gruppo “Brescia Bike” 2-3 volte la settimana.

4) Come affronterai la gara e quale sarà la tua strategia? (soste, ritmi, dormite) Non ho in mente una strategia particolare ma seguirò il mio istinto sfruttando una mia qualità quale “la resistenza”.

5) Come sarà la tua alimentazione durante la gara? L’alimentazione consisterà in barrette energetiche, frutta secca, bevande

6) Per completare i 450 km e superare tutte le situazioni d’ambiente e climatiche, montagne, discese, colline, zone aride, desertiche, freddo e caldo, la tua bici come è attrezzata e il tuo abbigliamento quale sarà? Sulla mia bici porterò lo stretto necessario come sacco a pelo, stuoia per dormire e avrò con me un ricambio di vestiario più pesante per la notte alla quale intendo dedicare pochissime ore di sonno.
 
7) Vuoi raccontare le cose più significative che hai fatto? (curriculum). Ho partecipato a più edizioni del tipo Iron Bike, Salzkammergut Tropy, Trans Alp. In tutte le competizioni mi piace ascoltare le sensazioni che il mio fisico mi trasmette senza essere condizionato dal cardio frequenzimetro e contakilometri che non porto mai con me.

8) Cosa ti aspetti da questa gara? Desidererei che da questa avventura mi rimanga un ottimo ricordo perché sono consapevole che una simile esperienza sarà difficilmente ripetibile.


Sebastiano Favaro

Cosa ti ha spinto a iscriverti a questo evento estremo? Il Mauri un moderno bhoémien della bici che contagia chiunque lo conosce.

2) Quali sport pratichi?  M.T.B. e qualche triathlon Sprint 

3) In che modo ti sei preparato, quali sono stati i tuoi allenamenti e in che situazioni? Un mese di inattività preceduta da una stagione di allenamento su strada e qualche situazione agonistica discreta.

4) Come affronterai la gara e quale sarà la tua strategia? (soste, ritmi, dormite) Cercherò di prenderla molto lentamente e finchè la gamba girerà la lascerò girare.  

 5) Come sarà la tua alimentazione durante la gara? Pane amore e Fantasia

6) Per completare i 450 km e superare tutte le situazioni d' ambiente e climatiche , montagne, discese, colline, zone aride, desertiche, freddo e caldo, la tua bici come è attrezzata e il tuo abbigliamento quale sarà? La bici spero mi sia molto fedele e avrà oltre al prode cavaliere due borse posteriori e una sacca anteriore per la macchina fotografica. La mia armatura sarà a cipolla.

7) Vuoi raccontare le cose più significative che hai fatto? (curriculum) Scorribande per cime carniche, una 24h di mtb e un naturaid in Marocco con Maurizio.

 8) Cosa ti aspetti da questa gara? Catturare da vero pioniere momenti di aggregazione e non di competizione.


Mauro Miorelli

1) Cosa ti ha spinto a iscriverti a questo evento estremo? L'amicizia, la stima, il gusto di cambiare i programmi..., il desiderio di gustarmi una vacanza indubbiamente particolare...

2) Quali sport pratichi? Pratico Triathlon da 9 anni su distanze brevi (max 2h e rotti...),ciclismo, e qualsiasi altra cosa che mi diverte, tipo:canoa, sci di fondo.

3) In che modo ti sei preparato, quali sono stati i tuoi allenamenti
e in che situazioni?
Non mi sono preparato in modo particolare, spero che la stagione di Triathlon e ciclismo appena conclusa siano sufficienti per farmi divertire.

4) Come affronterai la gara e quale sarà la tua strategia? (soste,
ritmi, dormite)
Il mio più grosso limite è l'incapacità di dosare le forze negli sforzi prolungati, quindi devo allegerire il piede sui pedali altrimenti... inoltre voglio trarre la maggior ricchezza possibile: paesaggi, tramonti e stelle.

5) Come sarà la tua alimentazione durante la gara? L'alimentazione consigliata dal famoso ragazzo "doro..."

6) Per completare i 450 km e superare tutte le situazioni d'ambiente e climatiche , montagne, discese, colline, zone aride, desertiche, freddo e caldo, la tua bici come è attrezzata e il tuo abbigliamento quale sarà? La bici sarà una bi-ammortizzata Votec (grazie Giuliani!) con 2 borse posteriori e 1 anteriore, l'abbigliamento sarà quello tecnico che utilizzo normalmente durante l'anno con due accorgimenti doppi guanti per le mie manine delicate e doppi pantaloncini per...

7) Vuoi raccontare le cose più significative che hai fatto? (curriculum) Numerosissime gare di triathlon sulla distanza olimpica di livello nazionale (2km nuoto, 40 km in bici 10 km corsa)

8) Cosa ti aspetti da questa gara? Di avere la possibilità di innamorarmi per l'ennesima volta della vita!


Giovanni Montini

1) Cosa ti ha spinto a iscriverti a questo evento estremo? Partecipare alla prima edizione di una gara come questa mi stimola moltissimo, come del resto sapere che saremo in pochi iscritti

2) Quali sport pratichi?  pratico: mtb, corsa a piedi, nuoto, kayak, scialpinismo, canyoning.

3) In che modo ti sei preparato, quali sono stati i tuoi allenamenti e in che situazioni? La preparazione è sulle lunghe distanze in bici (spesso con la bici da strada) con almeno 5 uscite settimanali. Durante gli alenamenti provo cibi che userò in gara e le luci per la notte.

4) Come affronterai la gara e quale sarà la tua strategia? (soste, ritmi, dormite)  Solitamente in queste gare cerco   di prendere un ritmo non troppo forte e di mantenerlo tutta la gara limitando le soste al minimo indispensabile (salvo inconvenienti).

5) Come sarà la tua alimentazione durante la gara?  Prevedo di alternare cibi come: formaggio grana, bresaola in cubetti, frutta secca, barrette, gel energetici, integratori di vitamine e sali minerali.

6) Per completare i 450 km e superare tutte le situazioni d' ambiente e climatiche , montagne, discese, colline, zone aride, desertiche, freddo e caldo, la tua bici come è attrezzata   e il tuo abbigliamento quale sarà? Prevedo di montare un piccolo portapacchi per portare cibo e abbigliamento che sarà ridotto al minimo (completo da bici, manicotti, gambali, giacca antivento, guanti, cappello).
 
7) Vuoi raccontare le cose più significative che hai fatto? (curriculum)

-Eco-Challenge Marocco '98
-Marathon des Sables '99
-Eco-Challenge Patagonia '99
-Southerne Traverse New Zealand '00
-Fila Mauritius Raid '00
-Elba mare-marathon '00
-Elba mare-marathon '01
-Raid Gauloises Kyrgistan '03
-24h Finale Ligure '04 (3° clasificato, 51giri,300Km percorsi)
-Ironbike '04

8) Cosa ti aspetti da questa gara?  Spero di vivere una bella esperienza, di vedere posti nuovi e di divertirmi.

Vittorio Serra

1) Cosa ti ha spinto a iscriverti a questo evento estremo? In questo tipo di eventi  mi trovo molto a mio agio e vi partecipo con naturalezza.

2) Quali sport pratichi?  Attualmente M.T.B.( Agonistico )

3) In che modo ti sei preparato, quali sono stati i tuoi allenamenti e in che situazioni? Non mi sono  preparato  specificatamente per questa gara particolare. Ho comunque uno stato di forma di base che reputo sufficiente. Piuttosto sto preparando i materiali ( bici che costruisco e accessori ) per renderli idonei a questa formula di gara ( autosufficienza ) che non so perchè ma mi tanto simpatica...

4) Come affronterai la gara e quale sarà la tua strategia? (soste, ritmi, dormite)  Considerando che sei in solitaria, la cosa migliore per coprire 450 km. di deserto è farli il prima possibile.

 

5) Come sarà la tua alimentazione durante la gara? Carboidrati (pane carasau ) frutta secca (datteri) e quello che trovo per strada...

6) Per completare i 450 km e superare tutte le situazioni d' ambiente e climatiche , montagne, discese, colline, zone aride, desertiche, freddo e caldo, la tua bici come è attrezzata e il tuo abbigliamento quale sarà? In totale porterò dietro 5 kg. di attrezzature, vettovaglie e materiali vari compresa la macchina fotografica. Tutto questo sarà distribuito sulla bici nell'unico modo razionale che vedrete e avro l'ausilio di un piccolo zainetto e di un elicottero ( scherzo ! ).

7) Vuoi raccontare le cose più significative che hai fatto? (curriculum)

La cosa che a distanza di anni mi rimane cara è il periplo della Sardegna in Surf in autosufficIenza e senza assistenza, 21 giorni entusiasmanti nel 1987 Vedi foto. Quest'anno ho vinto la 24 ore di Finale Ligure in solitaria. Ma questo in confronto è una cosa banale.

 

8) Cosa ti aspetti da questa gara? Provare dei nuovi materiali che sto allestendo e portare a casa qualche bella foto in compagnia di nuovi amici.


Michele De Gasperi

1) Cosa ti ha spinto a iscriverti a questo evento estremo? Innanzitutto l'amicizia che mi lega a non Maurizio

2) Quali sport pratichi? ciclismo alpinismo tutti gli sport che mi fanno sentire bene

3) In che modo ti sei preparato, quali sono stati i tuoi allenamenti e in che situazioni? Non mi alleno

4) Come affronterai la gara e quale sarà la tua strategia? (soste, ritmi, dormite) Tutta in un fiato

5) Come sarà la tua alimentazione durante la gara? Ci penserò al momento

6) Per completare i 450 km e superare tutte le situazioni d' ambiente e climatiche , montagne, discese, colline, zone aride, desertiche, freddo e caldo, la tua bici come è attrezzata e il tuo abbigliamento quale sarà? La bici con i fari, a cipolla

7) Vuoi raccontare le cose più significative che hai fatto? (curriculum) Non ho abbastanza posto

8) Cosa ti aspetti da questa gara? Tanto divertimento


Lisa Garau

1) Cosa ti ha spinto a iscriverti a questo evento estremo?
La curiosità e la voglia di provare un'esperienza per me completamente nuova, non avendo mai fatto gare di questo genere!

2) Quali sport pratichi? Spinning e mountain bike

3) In che modo ti sei preparato, quali sono stati i tuoi allenamenti e in che situazioni?
Facendo spinning per tre volte alla settimana e uscendo il sabato e la domenica in campagna-montagna.

4) Come affronterai la gara e quale sarà la tua strategia? (soste, ritmi, dormite) Non so!

5) Come sarà la tua alimentazione durante la gara?
Credo a base di frutta secca e biscotti e molti liquidi! Sono quasi vegetariana per cui preferisco frutta e verdure.

6) Per completare i 450 km e superare tutte le situazioni d’ambiente e climatiche, montagne, discese, colline, zone aride, desertiche, freddo e caldo, la tua bici come è attrezzata e il tuo abbigliamento quale sarà?
La bici avrà le dotazioni adatte per la sicurezza e per pedalare con il buio. In Marocco penso ci sia molto caldo di giorno e freddo la notte per cui mi vestirò un po’ a "modello cipolla": calzoncini corti e maglietta a maniche corte per il giorno e maglie pesanti per
la notte. Credo di portarmi dietro anche un piumino!

7) Vuoi raccontare le cose più significative che hai fatto?
Un viaggio in Marocco in mountain bike per una settimana e uno simile in Bolivia per tre settimane. In Bolivia ho raggiunto a piedi la quota di 6000m con i miei compagni di viaggio, un'impresa per me unica e faticosa

8) Cosa ti aspetti da questa gara?
Spero di riuscire a percorrere il tragitto tranquillamente senza soprattutto farmi male,ma soprattutto spero sia un'esperienza divertente