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NEWS 2007


17/12/07

La mia avventura Naturaid. ( del Naturaider Mauro)

Negli ultimi mesi il mio pensiero spesso è andato in AFRICA, in Marocco, sulle piste dell’Alto Atlante, tra canyon e gole, sul massiccio vulcanico del Saharo,  i vulcani, nelle distese desertiche, nella valle del Draa… Ho visualizzato e programmato la mia avventura cercando di non tralasciare nulla, devo caricare sulla mia bici l’essenziale: i ricambi, l’abbigliamento, il cibo, il materiale obbligatorio, e tutto quello che può risultare fondamentale in qualsiasi situazione… Negli ultimi giorni mi sono risparmiato e ho mangiato fin troppo, ho un sacco di voglia di pedalare, spero mi basti per i quasi 700Km e i 12000m di dislivello che mi aspettano… in autosufficienza... Per la quarta volta mi preparo al via…

Lunedì 22 ottobre 2007, siamo ad AZILAL, partenza del NATURAID 2007, arrivano anche gli scatoloni con le biciclette. Bene, quest’anno niente danni, preparo la mia compagna di viaggio con delle brutte sensazioni: quella di non avere abbastanza spazio nelle borse, di aver portato troppa roba che non serve e, allo stesso tempo, di aver dimenticato qualcosa d'importante. Sono molto agitato continuo a girare a vuoto, sistemo tutto il materiale cercando di mettere ogni cosa in maniera accessibile… Maurizio (l’organizzatore DORO) gira nelle camere del nostro albergo per catturare momenti particolari, vede come ho preparato il mio “cavallo da corsa” e fotografandola dice entusiasta: “... incredibile come in quattro edizioni si siano sviluppati i prototipi delle borse e dei materiali per un’autonomia completa di quattro giorni tra montagne e il deserto…”. Queste parole un po’ mi tranquillizzano, le tecniche di rilassamento e di proiezione mentale che conosco fanno il resto…

Mercoledì ore 4.00, partiamo in 18, tutti carichi di entusiasmo. Presto, nella prima lunga salita rimaniamo in tre: Reto (inesauribile macchina da guerra e da fatica di fabbricazione svizzera) Raffaele (esperto e tenace atleta delle lunghe distanze dotato di un incredibile fiuto per la pista giusta) ed io. Dopo il primo passo il mattino ci fa luce, scendiamo veloci sulla pista sterrata, Raffaele buca la ruota anteriore, Reto si ferma per aiutarlo e mi fermo anch’io, ne approfitto per mangiare una barretta. Partiamo e poco dopo Raffaele perde il ROAD BOOK, recuperiamo tutti i pezzi e ripartiamo. Arriviamo al cp1 (81km), una passeggiata rispetto all’anno scorso (quando per il freddo non sentivo più le dita e spaventato sono “saltato di testa”), riempio il camel bag, mangio una barretta e via. Mi sento bene, pedalo con un buon ritmo, in salita si staccano e mi lasciano andare avanti. Alla fine della salita metto la “ventina” scatto una foto, ne faccio una a Reto che mi ha raggiunto e scendiamo. Verso la fine della discesa Reto buca la ruota posteriore, la sua pompa non funziona e neanche la mia, passa qualche minuto e arriva Raffaele e con lui riusciamo a rimediare e ripartiamo. Lasciamo la grande pista per una che gira a destra e si infila in una valle. Mi trovo di nuovo solo e mi piace, i 35km di questa gola mi divertono e mi catturano, in un tratto polveroso 2 jeep mi sorpassano e se ne vanno, poi rallentano bruscamente, io mi avvicino troppo e mi trovo immerso in una pozza d’acqua ferma e puzzolente fino alle ginocchia… chilometro 153, lì ho lasciato il sensore del computer contachilometri.

Arrivo al villaggio nel bel mezzo del mercato e un ambulante mi indica la strada per il cp2. Reto mi segue a 5', ci rifocilliamo riposiamo un po’ e dopo una mezzoretta partiamo dal cp ai piedi di quell’eterna salita che la mattina dopo farà troppe vittime. A ¾ di salita comincio a perdere colpi, più di così non posso rallentare, mi fermo e scatto qualche foto, prendo un po’ di carboidrati liquidi sperando in nuove energie, ma comincio ad essere davvero stanco, non spingo più sui pedali. Reto sta benone, sembra abbia appena finito il riscaldamento e mi aspetta… a gesti e mugugni cerco di fargli capire di andare avanti da solo, io proseguo come un bradipo, “Reto vai…!”, ma lui niente. Arriviamo al passo, sono molto stanco, ci accolgono Mauri, Mattia e Pino, ci fanno un servizio fotografico coi fiocchi, dei bambini mi offrono delle mele che baratto con le mie nocciole. Sono convinto di dover fare ancora 400m di dislivello, ma per fortuna mi sono solo capito male con Reto, la salita è finita e presto siamo sulla pista in discesa (che lo scorso anno ha visto le fatiche di Ausilia, Olga e Giacomo). Arriviamo al guado e per non bagnarci le scarpe scegliamo di attraversare a piedi nudi, il sole tramonta e subito cala la luce, qualche chilometro dopo, a 5' dal cp3 una forte nausea mi costringe a fermarmi più volte fino a farmi vomitare. Al cp3 troviamo i nostri tre angeli custodi, sono molto stanco, sono 16h che pedalo e ho fatto parecchio dislivello, so cosa mi aspetta nei 105Km che mi separano dal cp4. Mi vesto più pesante per affrontare la notte, mi stendo e faccio un micro-rilassamento, mangio zuppa, pane e omelette. Avrei proprio la necessità di dormire un po’, ma la “macchina da guerra” Reto vuole partire, io provo a convincermi che questa è la scelta giusta, metto la crema  “proprio lì”, partiamo e subito incrociamo Sami e Raffaele. Dopo una ventina di minuti, in discesa sull’asfalto Reto ri-buca la ruota posteriore. Non ha altre camere d’aria di scorta, io faccio luce e trovo il foro lui ripara con la pezza, e così via… i fori sono 5 e come se non bastasse il mastice non tiene e si staccano una dopo l’altra… Basta! Sono 50 minuti che sono fermo in piedi a fare luce, stanchissimo, mi cade continuamente la testa, BASTA! Lui per essere più leggero ha i copertoni sottili e le camere d’aria in “carta velina”, io, sapendo che a pieno carico supero il quintale, ho scelto copertoni tubeless pesanti, già gonfiati con il fast gonfia e ripara, porto  con me altre 3 bombolette fast, un copertone tubeless di scorta e camere d’aria! Questa è una gara in autosufficienza, cosa faccio ancora qui? Lui è parecchio irritato e io stanco e stufo, dalla bocca mi escono solo due rudimentali vocaboli, “Reto, I’m sorry, I go”, lui brontola, bruscamente rimonta la ruota si gira e torna a spinta verso il cp3.

“Caro Tirannomauro, hai già perso più di un ora per i guasti degli altri… d’ora in poi SOLO! Basta vincoli! Non hai scelto compagni per questo viaggio!

Quanto sono forti questi legami creati e non voluti che ti condizionano, ti limitano e ti fanno allontanare da quello che ti dice il TUO CORPO e la TUA MENTE?…

Torna ad essere il protagonista del tuo Naturaid!”

e da solo proseguo, e pedalando i pensieri si susseguono, si caricano di realtà quotidiana e paragoni con quello che è appena successo… ai miei occhi tutto diventa più grigio. I pedali sono sempre più pesanti ma non voglio cedere alla stanchezza, arrivo al punto di godere di quelle piccole scariche di adrenalina che mi danno i cani quando, abbaiando e mostrandomi i denti, mi corrono a fianco accompagnandomi fuori dal loro territorio. Pedalo al rallentatore, mi si chiudono le palpebre, ho una forte nausea, le gambe sono sempre più legnose, i pensieri si fanno sempre più negativi, proseguo a onde nel tentativo di fare meno fatica, mi sembra di vedere delle luci…  probabilmente sono gli altri che mi stanno raggiungendo, ma non c’è nessuno. …mi sembra di sentire in lontananza la jeep di Maurizio, ma niente, continuo ancora un po’…ancora un po’! Non mi sono mai sentito così demolito, si fa sempre più spazio dentro di me l’idea che mi sto facendo male, che mi sto distruggendo, che per trovare qualche energia sto mangiando i miei muscoli… Un muretto a lato strada è il posto giusto per fermarmi, appoggio la bici e mi siedo appoggiando la testa alle ginocchia, sono sfinito! …e penso …ora passa la jeep che porta Mauri e ‘Tia al cp4…

Dopo qualche minuto si concretizza la sagoma della jeep. “Mauri, mi sto distruggendo, mi sto mangiando i muscoli, non posso più andare avanti in queste condizioni”, e aggiungo un lamento tecnico per il mio amico e collega: “Mattia, sto andando in RABDOMIOLISI! (autodistruzione del tessuto muscolare) Maurizio: “sei solo stanco, devi dormire”. Io prendo d’orgoglio il mio cavallo e riparto dicendo: “piuttosto cammino!”… Dopo 200 metri la forte nausea e le gambe di legno mi costringono a ri-fermarmi. Mauri mi affianca e io: “basta, mi ritiro, carico la bici sulla jeep, mi porti al cp4, poi domani, se mi riprendo, continuo la mia avventura, fuori gara naturalmente…” e Lui: “stai straparlando… sei arrivato ad uno stato di stanchezza mai provato, devi solo dormire un po’!”. A lato strada c’è una casa con a lato una rientranza riparata sui tre lati, coperta, con delle patate ammucchiate addosso ai muri. “Questo è il posto giusto!” mi dice, io ,frastornato e rallentato, passivamente seguo il consiglio, prendo il sacco a pelo, il camel bag come cuscino e mi metto giù. Sto già meglio, mangio a fatica qualche nocciola, la temperatura è ideale e c’è una splendida luna che come una mamma veglia su di me, faccio un respiro e piombo nel sonno più profondo…

Le 0.09, ho dormito solo un ora e mezza ma mi sento un UOMO NUOVO, mi è tornato l’appetito e la voglia di pedalare.

Lezione magistrale: non volevo accettare di essere semplicemente stanco nonostante il mio organismo, da qualche ora, me lo avesse detto in tutti i modi possibili, sono bastati 90 minuti, un solo ciclo R.E.M., per recuperare!

Riparto cercando di usare al meglio ciò che tiene su il casco, prendo un buon passo cercando di non strafare, mi alimento e mi godo il silenzio e la compagnia discreta della luna. Arrivo al passo, non è freddo, comincio a scendere incantato dai riflessi che la mia compagna di viaggio disegna sul lago di Imilchil.

Dopo una decina di chilometri, nella valle che si apre dopo la grande gola, mi trovo dove il percorso dovrebbe lasciare l’asfalto, girare a destra su una pista che già conosco per cambiare valle. Controllo il road book, mi dice che subito dopo il bivio c’è un ponte, in effetti lo trovo, passo il villaggio ma poco dopo la pista si stringe e diventa sentiero, forse ho sbagliato pista all’uscita del villaggio… Ripercorro tutto il tratto fino all’asfalto e provo tutte le possibilità. Il vento si fa sempre più forte, e con forti raffiche alza polvere e sabbia. Sono le 3.00, dopo diversi tentativi vedo una casa con le luci accese, mi avvicino, all’interno un vecchio berbero incappucciato seduto sul tappeto che appoggiato ad una colonna legge, busso alla finestra,  si affaccia e chiedo per la mia prossima destinazione: “AGUDAL?”. Lui mi guarda male e scuote la testa, ci riprovo “IBRAHIM, AGUDAL?” e Lui “THARAF THARAF” (o qualcosa del genere…) ed io cerco di fargli capire che sono disposto anche a pagare l’informazione con i dirham, ma Lui “THARAF THARAF” e chiude la finestra. Seccato torno sulla strada asfaltata e verso le gole, fino a raggiungerle, mi rigiro nuovamente e perplesso ripercorro i miei passi fino al villaggio. Da una stradina interna arrivo ad un’altra casa con le luci accese e vedo che all’interno ci sono tre persone, una sta pregando. Busso, mi accorgo presto che la casa è la stessa, sono  sul lato opposto, ritrovo il berbero di prima ma con lui ce n'è un altro che sembra più disponibile “AGUDAL, IBRAHIM?”, vedo che ha capito e mentre dice “THARAF THARAF” con il gesto della mano mi fa capire che ho sbagliato villaggio devo proseguire sull’asfalto.

Nuova magistrale lezione: mai dare per scontato di conoscere il percorso perché sembra la valle giusta e per coincidenza c’è un ponte come da road book. Si, è vero che se avessi avuto il contachilometri sarebbe stato più difficile sbagliare bivio, ma quello che ho preso io non aveva indicazioni sulla strada, mentre quello giusto, dopo 3,5km, è abbondantemente segnalato! Sono di nuovo sulla pista giusta, ma ho perso 2h e mezza…

Dopo aver gustato un’alba bellissima arrivo ad AGUDAL al Camping “IBRAHIM” il cp4. Sorpreso, oltre al Direttore di gara e al suo fido scudiero trovo, nei loro sacchi a pelo, anche i due svizzeri e Raffaele, colgo l’occasione e mi stendo. Dopo una ventina di minuti i tre si alzano mangiano qualcosa e si preparano per partire, mentre io ne approfitto per massaggiarmi un po’ gambe e collo sapendo quello che mi aspetta. Sami mi chiede se vado con loro, io rispondo “andate pure,  mi preparo con calma”. Apprezzo che me lo abbia chiesto ma sento che è da solo che devo vivere quest’avventura. Comincia a piovere, sembra pioggia portata dal vento, non si vedono nuvole. Ibrahim, da esperto della zona, mi fa capire che la perturbazione va in una direzione diversa da quella dove mi sto dirigendo. Lo spero vivamente, siamo a quota 2400m e devo arrivare a 2930m, 26km di pista difficile con 2 piccole discese intermedie. Prendo tempo… ne approfitto per mettere il “coprisella in gel” che mi sono portato, questo mi consente di cambiare l’appoggio sulla sella e la biomeccanica di pedalata. Mangio ancora qualche nocciola e noto con piacere che nel frattempo ha smesso di piovere. Saluto IBRAHIM, firmo il foglio del cp e parto.

Dopo 2km inizia a piovere e più salgo più aumenta, diventa pioggia ghiacciata e il vento me la spara contro, la “ventina impermeabile” comincia a non essere sufficiente, scarpe e guanti sono bagnati. Il vento si fa sempre più cattivo, io sono sempre più bagnato ma potrebbe andare peggio, potrebbe nevicare. Subito accontentato, mi trovo imbiancato con il vento contro, sempre più forte e sempre più freddo. Ho le mani ghiacciate, avrei voglia di mettermi i copri scarpe e i guanti in “wind stopper” ma poi cosa avrei d’asciutto per la discesa? Mi tolgo i guanti ormai fradici e vedo i polpastrelli che tendono ad un blu pallido, non mi piace, mi spaventa, ho ancora parecchia strada e la situazione continua a peggiorare. Subito l’inc….tura prende il posto della paura, l’imperativo diventa PRODURRE CALORE e questo mi carica, aumento la spinta sui pedali, continuo a muovere le dita dei piedi, stringo le manopole con forza e apro le dita, soffio come una locomotiva, mi sento anche un po’ “locomotiva”, ma appena comincia ad andare meglio inizia una veloce discesa, che freddo, tiro i freni e pedalo, spero finisca presto, non pensavo di desiderare cosi tanto la salita! Ricomincio a salire, pedalo sempre più forte, sto meglio, le energie non mi mancano, il sistema LOCOMOTIVA ARRABBIATA funziona, funziona al punto di arrivare quasi a raggiungere Raffaele, Sami,  Reto è più avanti. Il terreno si fa sempre più pesante e scivoloso, cerco di proseguire fino quando il fango mi blocca il cambio e non posso più pedalare. Tregua, non nevica più, anche il vento si è placato, intravedo il passo, manca poco più di 1km, ne approfitto per cambiarmi. Proseguo a spinta fino al passo, al riparo, in quel che resta di un rifugio, trovo dei tedeschi con le moto da enduro che aggiustano una ruota, un marocchino accende un fuoco all’interno, è molto più fumo che il caldo, mi preparo per la discesa, tolgo un po’ di fango dalla bici, “stendo il bucato” appendendo ciò che ho bagnato alle borse, metto i copri-scarpe e i gambali e parto. Giusto il tempo di qualche foto con i canyon sullo sfondo e, con i denti che tengono ancora il tempo del freddo, mi rendo conto di cosa è in grado di mettere in atto l’organismo per  la propria sopravvivenza! …in più ho capito che a volte aiuta essere incazzati!

Poco meno di un ora e la temperatura sale a 30°- 35°. La pista corre a lato di un fiume circondato da campi e villaggi, poi una parte più arida porta a MSEMRIR dove c’è il cp5. I tre che conducono la gara sono arrivati 25’ prima di me, hanno mangiato e si stanno preparando per ripartire. Io nel frattempo sono riuscito ad asciugare quasi tutto e posso ri-indossarlo, riempio il camel bag con i sali, mangio un ottima zuppa e un omelette, bevo una coca e dopo una quarantina di minuti riparto. Il cambio mi fa brutti scherzi, fa rumore e salta, mi fermo tolgo ancora un po’ di fango, metto l’olio sulla catena, tutto scorre meglio e torno a pedalare.

Si, ora mi sento proprio in gara, ho una scadenza, devo arrivare prima dell’imbrunire sulla discesa per Boulmane Du Dades!

I primi 50km sono su asfalto, facile, vallonato, l’ideale per i passisti come Reto e come me, le gambe si divertono, riesco ad essere veloce e ho voglia di pedalare. Prima del cp6 ci sono 14km su una pista che non conosco, dal road book non sembra troppo impegnativa, ma devo sbrigarmi ho poco tempo prima che il giorno mi saluti. Arrivo all’imbocco della pista, stretto ed irto tra le case, ma presto piega a sinistra e prende la direzione per uno spettacolare altipiano. Mi diverto molto, con il sole accecante negli occhi corro verso il tramonto,  ma prima per fortuna incontro Mauri e il cp6. Mi precipito a firmare, prendo acqua, carboidrati in gel e vedo che i primi sono partiti da 12min, sono le 17.32 è tardi per arrivare al passo con una visibilità decente, devo riuscire a raggiungerli! 4km di salita costante e con una buona pendenza mi farebbero venir voglia di pedalare agile con la corona piccola, ma il fango secco blocca il deragliatore, poco male, vuol dire che devo salire più veloce. Qualche centinaio di metri più avanti intravedo la sagoma di Raffaele e ancora più deciso, mi alzo sui pedali. A 500m dal passo raggiungo Raffaele, che mi dice: “allora vuoi proprio vincere”, sorrido e rispondo: “…non mi interessa la classifica, voglio solo vivere al meglio la mia avventura! Sono salito più veloce che ho potuto per avere ancora luce o almeno per essere assieme a voi”. Più avanti c’è Sami che mi dice: “…domani alle 10 sei al traguardo con Reto!”, io mi ripeto… Al passo c’è Reto che ci aspetta, riesco ad immortalare il tramonto, ci vestiamo e cominciamo a scendere tutti assieme, riesco ancora a vedere le indicazioni per la pista giusta al primo bivio, poi la notte si fa scura. Sami conduce e tutti dietro, le sue doti nella guida notturna le ho già sperimentate l’anno scorso, “Occhi di gatto”  ha un grande intuito e liscio-liscio ci porta sulla grande strada asfaltata. Pochi km e siamo al cp7, sbaglio a fare l’andatura, fin troppo veloce, Reto rilancia come in una gara su strada (cosa stiamo facendo?), perplesso continuo a spingere sui pedali e comincia a farmi compagnia un dolorino dietro alle ginocchia, ci alziamo sui pedali sull’ultima rampa ed arriviamo al cp7, un albergo posto sulla sommità di Boulmane Du Dades. Siamo tutti parecchio stanchi, Raffaele mi dice che loro hanno intenzione di mangiare qualcosa e partire subito per il cp8, io devo riposare. Entriamo nel ristorante e subito chiedo al padrone se posso stendermi sui lussuosi divanetti in fondo alla sala per farmi un pisolino. Sono molto sporco e puzzo, ovviamente mi aspetto un no, - Lui mi offre una camera - , ma io insisto, - Lui mi fa capire che sta per cominciare la musica - , - io amo la musica e comunque cosa sarà mai…? Mi sdraio, metto la sveglia su 1h30’ e mi metto tranquillo. Si accordano gli strumenti ed inizia uno spettacolare concerto di musica marocchina, le percussioni la fanno da padrone, mentre i turisti battono le mani ed esaltano il tutto. Bello eh,… niente da dire… bella musica, ben interpretata, forse a neanche 10 metri si è un po’ troppo vicini per apprezzarla al meglio, ma tra un pisolino e l’altro, me la gusto pure. Mi alzo, recupero tutti i miei pezzi ringrazio i musicisti e faccio loro un plauso. Sono le 21.45, gli altri sono già partiti, riesco ancora a farmi fare una zuppa e una gustosa omelette e con calma mi preparo, non ho riposato un gran che, forse ho perso solo tempo e non essendo proprio brillante sto continuando a perderne... Mi disinfetto le piaghe da sella e metto una montagna di crema, preparo il road book e faccio un errore madornale: conosco il percorso fino al prossimo cp, quindi, (come se pesasse un quintale) penso bene di lasciare qui il prossimo foglio.

Alle 22.33 parto dal cp7, un leggero vento contrario e la splendida luna piena mi accompagnano nella traversata della piana arida che conduce ai piedi del SAHRRO, le indicazioni “NATURAID” mi fanno presto lasciare l’asfalto grezzo per una nuova pista che mi porta oltre un villaggio, sale dolcemente e si infila in una valle. Devo tenere gli occhi ben aperti, è bello procedere a luci spente, riesco a vedere le tracce di chi mi precede (unica certezza che ho), a volte affondo bruscamente in qualche breve tratto di sabbia. Questa valle solitaria è terribilmente affascinante, ma non mi devo distrarre, le indicazioni sul percorso sono scarse, non ho idea delle distanze e ho avuto la bella trovata di lasciare al cp il foglio road book, stimolante…! Continuo a salire, arrivo ad un bivio ed  istintivamente vado a destra, sto per infilarmi in una valle, ma qualcosa non mi torna, i miei occhi stanchi non riescono più a mettere a fuoco le tracce dei primi, torno indietro cercando inutilmente indicazioni e provo l’altra possibilità... Riesco ad orientarmi, so che la direzione che ho preso mi porta sulla grande pista che già conosco e più vado avanti verso il passo, più mi rendo conto che i primi non sono passati di qua. Salgo ancora, arrivo al passo e comincio a scendere per diversi chilometri fino ad incontrare la grande pista bianca che mi è nota, più sicuro proseguo per una quarantina di minuti cercando il bivio per NKOB. Ho già visto il profilo di queste montagne, almeno fino a un po’ di tempo fa, la pista inizia a scendere e mentre proseguo mi accorgo che sono in un posto nuovo. Arrivo ad un villaggio e mi fermo, guardo la cartina del percorso, sono le 1.30 e ho la certezza che sto andando nella direzione sbagliata… Qualcosa dentro mi dice: “caro mauro, chi non ha testa ha gambe… gira la bici e torna al bivio!!!”, condivido la mia decisione (alla Bergonzoni) e torno sulle mie pedalate e dopo qualche km trovo un bivio con un cartello bianco che indica NKOB, perché non l’ho guardato bene prima?… Contento di essermi riportato sulla vecchia pista che conosco, ricomincio a salire verso il passo, ma presto cala l’entusiasmo, non la ricordavo così dura, sono stanco e comincio a rivivere le stesse sensazioni di 28 ore fa, ho capito che ho bisogno di fermarmi a dormire, ma non manca molto al cp8. Lentamente, cercando la pedalata più agile possibile continuo a salire e poco prima del passo una pista con le indicazioni “NATURAID” s’immette sulla mia, più tardi scopro che il “famoso bivio” era solo ad 1.1km da qui. Arrivo al passo e proseguo per il rifugio berbero. Sono le 3.30 pensavo di metterci meno di 3h per arrivare qua, invece ne ho spese 5 facendo più strada e più dislivello. Stravolto mi fermo ad ammirare la maestosità di questo massiccio vulcanico con ai piedi fantasiosi canyon timidamente illuminati dalla luna.. Continuo a dirmi di stare attento è una discesa molto impegnativa ed insidiosa, gli occhi mi si chiudono, al primo tornante un cumulo di sabbia mi sposta la ruota anteriore e cado, praticamente da fermo, sbatto il fianco (è la terza volta in 2 mesi) e la mano destra che, già provata  dai 500km, subito si gonfia, bene, stimolante…! Scendo lentamente le braccia sono molli, spesso devo staccare la mano sinistra dal manubrio per liberare il dito medio che, tra una frenata e l’altra, mi rimane incastrato. Vedo delle luci che mi seguono quando faccio i tornanti a sinistra (solo una stella molto luminosa riflessa all’interno delle lenti trasparenti). Verso le 4 esausto finalmente arrivo al rifugio dove è localizzato il cp8, mi accolgono Mauri e un ottimo riso preparato dai gestori. Sto subito meglio, mi stendo sui tappeti, non voglio fermarmi troppo tempo, ma sento il bisogno di ricaricare le batterie. Ancora 1h30’ e mi sveglio per uno stimolo impellente, è molto strano non capisco bene, mi viene anche da ridere e questo peggiora le cose, non riesco a capire se “tengo” il controllo…(da parecchi chilometri ho problemi a stare in sella perché le piaghe fanno fiamme e tutta la zona è molto dolorante, in più la bufera di neve ha lasciato una certa insensibilità anteriore…) Tutto bene o quasi non ho maturato nessuna penalità ma ho pianto tanto e non solo dalle risate!

Mi preparo per gli ultimi 126km, non ho intenzione di fermarmi fino al traguardo, alle 7.00 parto, forse anche qui ho perso troppo tempo, ma almeno ho recuperato bene. La pista che mi porta verso il prossimo cp nel primo tratto è in una valle bellissima, una pietraia dove si alternano paesaggi aridi, verdi oasi e campi.  Sul breve tratto in salita che porta fuori dalla valle, le rendo omaggio scattando qualche foto, subito dopo lo spettacolo mi toglie il fiato, pedalo sulla pista gialla che taglia veloce un altipiano nero e rosso di lava proiettata, chilometri e chilometri di falsopiano in discesa fino alla cittadina di NKOB.

Qui in un albergo subito a nord del centro abitato trovo il cp9, mi fermo giusto il tempo di firmare il passaggio e prendere 2 litri d’acqua, prendo fiato e mi dirigo verso il deserto.

Mancano “solo” 90km e sono le 8.30 prendo la mia ultima razione dalla scorta di carboidrati liquidi, mi alzo sui pedali (non posso più sfiorare la sella!) e ricomincio a salire, 4km e mi si apre davanti una distesa imponente. Pedalo nel silenzio assoluto rotto solo dal crepitio delle mie ruote tra i sassi, tutto sembra immobile, mi sento un puntino insignificante che lento avanza su queste pigre colline di pietre. Fermo riordino le idee, sono a 2 ore dai primi e a non so quanto da chi mi segue, sto bene, ho da bere e da mangiare e il mio cavallo è ancora in gran forma, NON MI SERVE ALTRO! Mi abbandono a una solitudine mai provata, mi sento sorretto come in un abbraccio, un incredibile pienezza di vita fa vibrare ogni mia cellula… Nutro un profondo rispetto per il posto in cui mi trovo e ho la sensazione di essere ricambiato, immerso in questo ambiente irreale faccio qualche foto e riparto. La pista a tratti è molto lenta, polvere, pietre e sabbia, si alternano al terreno più compatto, devo usare la testa ed ascoltarmi, il termometro segna 35°,  anche se il caldo è ancora sopportabile non devo esagerare, oltre all’intenso odore della polvere, mi fanno compagnia una decina di mosche insistenti che cercano ombra come me. Non ho idea delle distanze, sono senza contachilometri e non ho altri punti di riferimento all’infuori della pista che ora sale e si infila in una valle tra due costoni. Finalmente ombra, una grande roccia mi si fa amica e approfitto di lei, mi fermo la immortalo e mi godo la frescura, mangio qualche mandorla e una barretta, lascio che la mia temperatura si abbassi e riparto. Bevo a piccoli sorsi non so quanto manca, ogni tanto do una “palpatina” al fondo del mio zainetto porta camel bag e risparmiando mi concedo un goccino. La fatica si fa sentire, il deserto non finisce più e il sole si sta mettendo sulla verticale. Il paesaggio lentamente cambia e la pista mi porta, dopo un’infinità di pietre e sabbia, oltre il greto di un fiume in secca ad un villaggio che segna forse la fine del deserto. La vecchia pista ora corre a lato di una nuova in costruzione che a tratti è asfaltata e liscia, un  regalo insperato che sfrutto per qualche chilometro, in questa noia rotta solo dai dissuasori (file di sassi che attraversano tutta la strada disposti a regola d’arte ogni 40-50m) e dagli operai con gli schiaccia sassi. Torno sulla vecchia pista che mi porta in un altro luogo magico: uno spettacolare anfiteatro di pietre vulcaniche che ho già attraversato nel 2004 e nel 2005. Sono molto stanco e sto per finire il carburante, cerco di mangiare una barretta ma la nausea mi rende la cosa difficile, ho molto caldo e sto centellinando l’acqua, per fortuna un tratto asfaltato in discesa mi concede di proseguire lentamente nonostante il vento contro. Abbandono il tratto asfaltato per l’ultimo passo che, anche se molto modesto si fa sentire. La discesa mi aiuta a riprendere fiato e dopo 5km di sali-scendi arrivo esausto e con un solo sorso d’acqua al cp10, ma SORPRESA! Il negozio dove è localizzato il cp, con tutto quello che mi serve, è chiuso con i catenacci! Dei bambini incuriositi si avvicinano, mi fanno capire che il gestore è andato dall’altra parte del villaggio e sta pregando.

Sono le 12.50, sono ospite in questa terra, rispetto una così nobile giustificazione e aspetto… qualche foto al cp, ai bambini e alla mia attesa e aspetto… faccio conoscenza con qualche anziano del villaggio e con altri bambini, cerco di stare all’ombra, ho sete e sono sfinito, provo a sollecitare e finalmente, alle 13.35, arriva l’uomo con le chiavi dei miei desideri. Prendo l’acqua e una coca, firmo il foglio cp, saluto il villaggio e i suoi abitanti e vado verso il traguardo. STO BENONE, ho recuperato e sento che manca poco, pedalo forte sempre in piedi sui pedali, non ricordo neanche più di avere la sella! In un tratto in salita tra un villaggio e l’altro vedo una sagoma con il volto conosciuto, è Mauri che armato di telecamera e macchina fotografica mi segue per un po’ poi accelera. Finisce la pista sterrata, manca davvero poco, dei ragazzini in bici mi si mettono a ruota, mi stuzzicano e mi sfidano, io rispondo a colpi di pedale, ci divertiamo un po’ poi loro si fermano ed io sono ormai alle porte di AGDZ, sono quasi arrivato, alla fine del paese vedo gli striscioni “NATURAID” ai lati di un grande arco in muratura che attraversa la strada: IL TRAGUARDO. Mi accolgono abbracciandomi, oltre a Mauri anche Sami e Reto, arrivati con Raffaele 1h13’ prima di me, qualche foto di rito, chiamo la mia adorata compagna in Italia, metto in stalla il mio fido destriero un po’ malconcio e prendo una stanza. Sono ancora carico d’entusiasmo, soddisfatto mi tolgo l’abbigliamento tecnico zozzo e puzzolente, ma prima di entrare in doccia non resisto, devo mandare qualche sms a qualche persona speciale che a questo Naturaid non ha potuto partecipare. Questo carica un tornado di emozioni e un’incontenibile commozione si libera in pianto…

Ho avuto molta fortuna, nessun problema alla bici e meno acciacchi del previsto: le dita e la parte anteriore della pianta dei piedi così come una parte del sopra-sella anteriore, insensibili, le mani appiattite dalle manopole, piaghe incandescenti agli appoggi sella, l'unghia dell'alluce blu e un giustificato mal di gola, tutti problemi molto sopportabili e transitori, di cosa posso lamentarmi? 59h05’ una pillola di vita, un viaggio memorabile…

In me rimane quello che si respira cercando di vivere al meglio ogni momento del presente, quella bella sensazione di arricchimento che si gusta, già e molto di più, durante il viaggio piuttosto che al “solo” raggiungimento del traguardo.

                                                                                                                      Tirannomauro


23/11/07

E’ passato ormai un mese e quando chiudo gli occhi vedo ancora le strade del Marocco, sarò malato sarò nostalgico sta di fatto che quando mi fermo a pensare ritorno sempre li. Grazie Maurizio per quello che mi hai fatto provare a 44 anni; il lavoro e la routine giornaliera ti assorbono dentro di se, ma caspita la sera nel letto prima di addormentarmi mi viene in mente quella notte in cui io Michele e Simone ci siamo persi e provo in tutte le maniere di cercare di capire dove abbiamo sbagliato, ma è tutto inutile tanto non si torna indietro l'unica soluzione è quella di iscriversi al Naturaid 2008 e cercare di finire quello che abbiamo iniziato quest'anno. Un ringraziamento a chi mi a accompagnato durante il mio viaggio assecondando le mie paure e spero di trovarlo anche l'anno prossimo.

Un grazie a tutta l'organizzazione e ciaooooooooooooo da Fabrizio


Ciao Maurizio, sono sicuro che molti turisti al termine di una loro vacanza ben riuscita, si pongano come me a suo tempo la nostalgica e sconsolata domanda: ma perche' devo tornare a casa? Qui sto bene a casa invece ho innumerevoli problemi. La risposta e' semplice e scontata: impegni vari !
Orbene, io ora forse sono riuscito a cancellare quella voce: impegni vari; dico forse per via del mio temperamento tendente al pessimismo alla prudenza al tempo stesso e alla perfezione.
Quello che sto per dire e' come mai mi sono arreso cosi presto, forse il caldo, forse perche' l'acqua e' venuta a scarseggiare, forse, forse, forse.
Non sono nella mia vita quotidiana abituato a lavorare con il forse, o si o no e questa volta ho detto no. La preparazione era stata perfetta, l'allenamento pure, la famiglia era con me, ma qualcosa mi ha tradito. Quel
qualcosa che nel 2008 cerchero' di superare. Non rimpiango il ritiro perche' ho scoperto qualcosa in me che puo' essere oltrepassato, quel qualcosa che ricerchero' con tutto me stesso. La caparbieta', la solitudine, l'essere se stessi questo e' il MAROCCO E QUESTO E IL NATURAID.

UN CARO SALUTO A TUTTI I NATURAIDER (un abbraccio alle ragazze)
SILVIO (el verdurer tour de pance Riva del Garda)


19/11/07

Ciao Mauri, scusa se scrivo solo ora, ma la routin della vita quotidiana mi ha già riinghiottito.... tutti i giorni mi capita di ripensare anche se solo per un istante al Marocco, è stata un esperienza unica, anche se ad essere sincero ho sentito più gratificazione l'anno scorso... a volte mi capita di essere un pò severo con me stesso, penso: potevi fare anche meglio, dormire di meno, pedalare più forte, ma poi appena penso ai miei due compagni di viaggio, mi passa subito. Mai avrei pensato di legare così tanto con delle persone che vedo solo una settimana all'anno ed in Marocco, loro hanno reso ancor più unica la mia esperienza al Naturaid 2007, siamo arrivati al traguardo così fieri e contenti del tempo passato insieme, che il discorso ordine d'arrivo e tempo totale ci è passato di mente, so solo che se ad uno di noi fosse capitato qualcosa, i restanti due avrebbero fatto di tutto per condurlo al traguardo. Durante l'anno ho fatto dei sacrifici per venire in Marocco, ma non finirò mai di ringraziarti perchè ne è valsa la pena. Durante la gara mi hai dato la possibilità di essere me stesso e se tu mi darai la possibilità cercherò di non deluderti neanche il prossimo anno.

Un abraccio tuo amico e Naturaider Mirko (Mago G)


14/11/07

Ciao Mauri, Naturaiders e chiunque pedali nella "Naturaid-filosofia", che opportunita' fantastica vivere quest'esperienza ed imparare cosi' tanto in cosi' poco tempo. Quanto si puo' scoprire tenendo per mano la fatica, da una parte e i vari acciacchi (da pedali,sella,e manopole) dall'altra e assieme cercare sempre di tirare fuori il meglio da dentro e da ogni situazione... Quanto si apprezza stare con gli altri dopo aver provato la profonda solitudine nel deserto solo se senti che chi è di fronte è autentico, anche nel proprio dolore, non si nasconde, non fige, non deve dimostrare niente a nessuno... Grazie mauri, ancora grazie perché nel pieno della mia crisi mi hai dato la chiave di lettura più semplice e vera "sei solo arrivato ad un livello di stanchezza che non hai mai provato, mettiti al riparo e dormi!" ... e pensare che ero talmente frastornato che oltre a straparlare ( dicevo "basta, mi sto facendo male da solo, mi sto mangiando i muscoli per fare energia") volevo caricare
la bici sulla jeep, chiudere gli occhi, farmi portare al cp4, per poi continuare fuori gara. PAZZO, COSA MI SAREI PERSO! dopo 1h e 30min di sonno profondo ero NUOVO!!!
Grazie a Massimo e Emanuele, ad Ausilia e Ilaria invece che cedere alla rabbia e alla delusione, hanno affrontato la carogna che li ha accompagnati nei due duri giorni in jeep, e hanno reagito da veri Naturaiders!!!
Grazie a chi da casa a pedalato con me! GRAZIE SEBA, GRAZIE GIACOMO, GRAZIE PATACCA, GRAZIE RINO!!!
... a presto Tirannomauro


13/11/07

Cari Naturaider,
è passato poco tempo eppure il ricordo del Marocco va via sfumando...troppi gli impegni quotidiani, la famiglia, il lavoro... ogni giornata è già programmata e scandita da un orologio, guai se si sgarra; la sveglia suona (nel mio caso ci pensa la piccolina!) e si parte per una corsa frenetica, il vicino che frettolosamente ti chiude il cancello in faccia, l'automobilista che pur di farti passare accellera a più non posso, il cliente che ti chiama con le richieste più strane come se fosse scontato che tu sei a sua completa disposizione, il pranzo veloce senza quasi il tempo di capire cosa si ha nel piatto..e così via, fino a sera.
Ma stasera, mentre rientravo a casa dopo avere preso Rebecca dai miei genitori alla guida della mia auto per un attimo ho rivissuto la sensazione di silenzio, solitudine, paura, eccitazione provate quella notte nelle gole..i passi degli asini, la luna riflessa nell'acqua, i berberi che improvvisamente spuntavano nella notte e le luci di quel villaggio; ci arrivai così intimorita che avrei voluto urlare o piangere e dove invece con un francese striminzito sono riuscita a farmi guidare al CP2 da due ragazzini incuriositi. E' stata per me una grande vittoria, il mio primo vero traguardo! Ho pianto per tutto il tragitto che mi portava a casa stasera ma non era un pianto di dolore, era un pianto liberatorio, ancora troppe emozioni rinchiuse nel mio cuore, troppi ricordi di posti meravigliosi, di volti di bambini indifesi, poveri eppure cosi sereni e di quei berberi che sembravo spuntare dal nulla e dominare le montagne... Non importa se dovrà passare un altro anno perchè io possa di nuovo rivivere quei momenti e se forse non mi sarà più possibile farlo per altre circostanze, sono felice di averle vissute, di averci provato, di avere avuto il coraggio di partecipare ad una delle gare definite più dure al mondo grazie anche al sostegno della mia famiglia che ha sempre creduto in me e che non mi ha mai "tarpato" le ali pur non comprendendo certi miei desideri.
Prima di partire per il Marocco ho acqiuistato una cartolina... diceva così:
MIRA SEMRE ALLA LUNA, SE NON CI ARRIVERAI AVRAI COMUNQUE VISTO LE STELLE.
....e le "mie stelle" valevano davvero la pena di essere viste.
Un abbraccio a tutti, grazie Mauri!
Ily


11/11/07

Voglio fare un ringraziamento speciale a Mattia Carlesi e Giancarlo Palazzi che mi hanno aiutato e con grande energia ed entusiasmo, hanno affrontato tutte le difficoltà che può dare una gara così anomala. E' stato veramente un grande aiuto e ve ne sono molto grato. Grazie e un abbraccio,

Maurizio Doro

Direttore di Gara

 


La Naturaider Ausilia ci invia le sue importanti riflessioni:

Ciao Maurizio, ho pensato molto in queste settimane dopo il rientro al motivo che rende il Naturaid un'avventura così forte ed unica. Nel mese di agosto avevo partecipato alla PBP,un'esperienza che mi dicevano essere straordinaria e terribilmente emozionante. Quando sono arrivata al traguardo ero sì tano felice, ma senza la sensazione di essere più ricca e forte dentro.La strada era passata sotto le mie ruote senza lasciarmi nel cuore nulla di veramente grande. Il Naturaid,e ancor di più me ne sono resa conto quest'anno,è invece un'esperienza che "segna" davvero,..come un pezzo di legno trasportato e plasmato dall'acqua..non so spiegare con le mie parole perchè sia un'esperienza così unica.. forse perchè lì si è davvero se stessi e ci si trova ad affrontare fatiche e paure che nella vita "normale"non si conoscono. Ho vissuto all'inizio con dolore il mio ritiro,perchè ho deluso me stessa, non sono stata abbastanza forte per uscire da quel fango ...ma il passare dei giorni mi sta invece facendo apprezzare la ricchezza che porta in se la sconfitta..ora so che se la vita mi concederà di ripassare di nuovo nel fango lungo la strada per Boutferda sarò un poco più forte...grazie Maurizio.. un abbraccio ad Ilaria, agli amici che avevo conosciuto lo scorso anno e ai nuovi amici che ho conosciuto.. il Naturaid lega certe anime a doppio filo

..alla prossima! Ausilia


10/11/07

I Naturaider Massimo ed Emanuele ci inviano foto e considerazioni: nonostante non abbiano completato il percorso in loro è rimasto una grande esperienza. Hanno in ogni caso raggiunto una grande prova di consapevolezza.

Ciao Maurizio,

Leggo con piacere che è in programma già il Naturaid 2008!!!
Ho già uno stimolo per ricominciare e riprendermi dalla batosta del mese passato.
Come dicevi in aereo, ormai ho preso il virus, tanto che mi risulta difficle stare seduto in ufficio senza progettare qualche uscita.

Il mio ricordo del Naturaid è ancora fermo su quella cavolo di salita, stavo bene fisicamente li! e il piu' grosso rimpianto è stato quello di non ragionare e scrivere su quel maledetto foglio RITIRATO, e non aspettare che il fango si asciugasse !! perchè tanta fretta !!! Questo mi rode ancora.
Da questa esperienza ho conuscuto persone fantastiche che con le loro parole i loro racconti e consigli mi hanno fatto tornare la voglia di rimettermi in sella,con piu' grinta e consapevolezza!!
Ringrazio di cuore Te, Mauro Miorelli, Emanuele e le raghazze che con me hanno vissuto quella salita, quel fango. In particolare Ausilia che, non so come, ma riusciva ad essere serena e dolce sfoderando una grintainimmaginabile! Grazie per la fantastica esperienza!

Ci vediamo presto, ciao Massimo

 


9/11/07

Il Naturaider Marco Costa (www.costamarco.it) ci invia le sue riflessioni del dopo 4°Naturaid Marocco 2007.

Ciao Maurizio come stai?
Volevo ringraziarti di cuore per avermi fatto vivere questa esperienza che tanto mi ha lasciato, mai avrei creduto di portarmi a casa un ricordo cosi vero ed autentico.
Il mio primo Naturaid se ne è andato, è passato ma non di certo l entusiasmo che ci ha lasciato...
É normale che al ritorno da un viaggio cosi ci si senta diversi, ci credi che la notte che sono tornato non ho dormito. Pensa che c’è gente che non dorme il giorno prima di iniziare un
nuovo lavoro, o prima di un esame all’università. Credo che il motivo sia che non vogliamo deludere noi stessi, che ci aspettiamo molto, sempre di più, e che vogliamo dei risultati. Non necessariamente il numero di una classifica o di un voto, ma qualcosa di più profondo,
una crescita, un cambiamento (una rivelazione?).
Per me quello di cui noi ragazzi avevamo bisogno era senz’altro più una ricerca che una fuga... I traguardi che ci siamo prefissati non sono quelli delle persone comuni, perchè, se fosse così, li avremo già a portata di mano: un buon lavoro, una casa, amici, fidanzata da copertina di GQ... E invece abbiamo preferito andare sull’Atlante a consumare le gambe fino a chè la fatica ci aprirà gli occhi su qualcosa che prima non era chiaro, magari una cosa insignificante o magari qualcosa che ci cambierà la vita.
Oppure non è neanche questo. Magari tutto questo viaggio, tutta questa fatica, la dobbiamo fare solo per un RESPIRO....Un singolo secondo di aria che entra ed esce dai nostri polmoni in cui però ti senti finalmente te stesso...
Mi è dispiaciuto molto per chi non ha potuto concludere il raid,ma credo che il risultato lo abbiamo raggiunto tutti il giorno della partenza,abbiamo avuto il coraggio di tirare fuori quello che provavamo e che tanto bene a volte si sa mascherare,molti preferiscono non rischiare e vivono con questo bisogno interno senza dare libero sfogo.
Già se penso a me non è difficile capire che io non sono io quando durante la settimana giro l’Italia per lavoro...Certo, sono sicuro che il mio lavoro lo faccio bene e so di essere fortunato ad averlo...
Ma io sono io solo quando sono sulla bici e ormai non mi basta più fare un giro in montagna, 200 km e via! mi tocca sbattermi fino in Patagonia o in Marocco.
Non tutte le persone cercano ciò che gli serve fuori dalla porta di casa, alcune lo cercano e lo trovano dentro, altre proprio lì, sulla soglia... Altre hanno bisogno di allontanarsi  moltissimo perchè solo da molto lontano possono vedere le cose in un altra prospettiva... solo da lontano puoi avere una visione d’insieme...
 ..Ma ognuno ha il suo modo di cercare e trovare quello che gli serve, e il viaggio (mentale, fisico, non importa) è sicuramente quello che condividiamo noi che abbiamo avuto la possibilità di partecipare al Naturaid.
Volevo ringraziare tutti i ragazzi che hanno condiviso con me questa esperienza unica, mi auguro che anche a loro sia rimasto un ricordo come a lasciato a me.
 
Ciao a tutti Marco


8/11/07

Il Naturaider Marco Costa ha creato un interessante sito web personale, visitatelo: www.costamarco.it

Ecco la 2a parte del racconto:

(Seconda parte. Vedi prima parte in evento in diretta)

Alle 13:30 dal CP5 situato nello spartano alberghetto del villaggio di Msemrir il gruppo di testa firma sull’apposito modulo l’uscita e si appresta a percorrere i 52 km di comodo asfalto verso le magnifiche gole del Dades, prima di prendere a destra una antica pista caratterizzata da terreno e rocce rosse.
Dietro si marcano sempre più i distacchi ma nessuno rinuncia a proseguire. Alle 15:00 Daniele Modolo, Mirko Marchi, Marco Costa e Bruno Damonte entrano al CP4 di Agoudal. Sono accolti dalla gentilezza e cordialità di Ibrahim che ne fanno una grande persona e nel suo dormitorio ci si sente a casa tra amici. I quattro sono a 65 km dai primi. Sono provati e stanchi, qualche segno di cedimento si legge sul volto di Mirko che avvolto in una coperta mangia lentamente una zuppa calda. Decidono di fermarsi un’ora e gustarsi l’ambiente fatto di tappeti, sofà, tavoli bassi e tondi, lampade, cous cous. e. vivere così un momento in questo teatro Marocchino.
Daniele Modolo però lascia il CP prima degli altri, non lo sa ancora ma farà una cosa assolutamente incredibile.
La settimana prima della gara è stata fatta la ricognizione ed era nato il progetto di fare un nuovo percorso proprio partendo da Agudal e passando per la via delle splendide gole di Todra deviando prima a Tamtattouchte e ritornando a Msemrir dopo aver valicato un passo a 2900 m di quota.
Ma nella ricognizione Maurizio ha trovato grandi difficoltà a raggiungere il villaggio di Msemrir con la Jeep, sassi e ghiaia rotolati giù dalle montagne ne rendevano veramente un’impresa troppo ardua con la bici, in più la pista era praticamente invisibile in alcuni tratti e ogni direzione poteva inghiottire la progressione tanto da perdersi facilmente tra quelle aridissime colline. Sembrava di essere in un delta di un fiume per la grande quantità di direzioni in quel punto.
La decisione era stata di non fare quel tratto di pista, ma oramai la prima parte era stata tracciata e c’erano i segni di colore bianco su alcuni sassi che ne indicavano la direzione da prendere, e non si poteva più tornare indietro. Nessun problema, le modifiche sarebbero dovute avvenire sul nuovo road book utilizzando quello di 2 anni prima per il vecchio tratto di 65 km.
La nuova pista partiva proprio al villaggio di Agoudal a quota 2355 m dopo 500 m dal CP4. Sul bivio erano stati cancellati i segni della settimana precedente proprio da Maurizio prima del passaggio dei concorrenti.
Daniele, già partecipante a 3 edizioni, purtroppo ha come caratteristica quella di consultare poco le info del road book e seguire un suo istinto anche perché è molto dotato fisicamente, ha una grande energia e tutto ciò gli dà sicurezza e fiducia nella sua forza ed esperienza.
Non sa cosa sta per fare. Non sa cosa gli aspetta. Non sa cosa vivrà. Non sa cosa scoprirà. Per il momento è solo con se stesso. Eccolo superare di slancio le indicazioni, non gira a destra, è appena partito dal CP e forse distratto ancora nel sistemare qualche cosa o nel riprendere l’assetto.
Lui continua molto veloce, infatti i primi 40 km anche se con alcune colline, sono su fondo ben battuto perché la pista è stata rifatta dopo le alluvioni dello scorso anno.
Però qualche cosa non lo convince, le indicazioni del road book non coincidono, il computerino da bici non segna distanze chiare. E’ confuso e sta per cominciare in lui un periodo di incertezza.
Forse è una delle sensazioni più brutte, non sapere, non avere riferimenti, essere nel nulla e soli.
Incomincia a far buio (alle 18:15 è già notte)
Un’ appiglio: arriva una jeep sulla pista, sono dei viaggiatori francesi.
Danno molte informazioni.
Un’indicazione su tutte è certa.
“Sei sulla pista sbagliata”.
Ma:
“so dove sono”.
Daniele oramai si vede il buio arrivare, tornare indietro sarebbe una gran fatica psicologica. E’ cosciente della sua autonomia, la bici è a posto, luci ok, cibo ok, vestiti ok, in più è consapevole della sua grande forza,…. E poi forse, in effetti, lui, dentro, ama le grandi sfide….inconsciamente non vedeva l’ora. Il Naturaid gli sta dando questa opportunità. “Vuoi vedere quanto vali?”. In fondo un po’ lo sai già: hai sfidato già avventurandoti da solo su una pista che non conosci. Non è da tutti.
Non può perdere questa occasione, solo a te stesso darai dimostrazione di te stesso. Nessuno è testimone e non lo potrai raccontare a nessuno perché pochi capiranno.
Si è trovato in mezzo a delle alte colline dove neanche la luce della luna piena a volte riusciva a toccarlo, spingeva inciampando tra i sassi, qualche volta si è seduto tornando sui suoi passi. Ha maledetto l’organizzatore, per averlo costretto a faticare oltre, a scoprire emozioni forti, di paura, di delusione, di solitudine, di gioia, di commozione,… di vittoria . Le emozioni a volte fanno paura, ma sono cresciute dentro pensando a casa ai suoi figli. Li ha amati ancora una volta tantissimo anche da così lontano. Si sentiva solo e piccolo, quasi senza forze, ma un samurai interiore lo ha accompagnato e aiutato a spingere la bici nella ghiaia e scavalcando sassi fino all’uscita davanti alla fontana che indicava di essere sulla pista della gara.
Daniele ha vinto qui la sua gara.
(fine seconda parte)


7/11/07

Gli amici Reto e Sämi mandano un ringraziamento a tutti. Veramente 2 grandi atleti.

Leibe Freunde von Naturaid

Wir hoffen es geht euch allen gut. Es wahr eine schöne zeit mit euch zusammen. Aber leider viel zu kurz. Gerne hätten wir auch noch die letzten Tage mit euch verbracht. Hoffentlich hattet ihr noch viel Spass. Wir haben mit Raffaele ein eindrückliches Rennen gefahren und Tausend schöne Bilder in bester Erinnerung. Sind mit auch mit glück gut ins Ziel gekommen. Euch bei nächster Gelegenheit wieder zu treffen würde uns sehr Freuen.

Liebe Grüsse Reto und Sämi

La loro traduzione: Corpo degli amici di Naturaid speriamo che vada bene a voi tutti. Esso truely un tempo che bello con voi insieme. Ma purtroppo molto troppo brevemente. Vi avremmo speso felice ancora inoltre gli ultimi giorni con. Eventualmente li ha avuti ancora molto divertimento. Abbiamo guidato con Raffaele un corrente impressionante ed alle immagini belle di migliaia nella memoria migliore. Con anche con fortuna nell'obiettivo è venuto bene. Noi molto che è pleased li verremmo a contatto ancora all'occasione seguente. Amore dei saluti Reto e Saemi

e un loro racconto pubblicato:

Sieg für Koller und Burkart am 700 Kilometer non stopp Bike-Rennen in Marokko

Das 700 Kilometer non stop Bike-Rennen in Marokko, über den Atlas. Es soll das härteste Mountainbike-Rennen der Welt sein. Nach knapp 58 Stunden, davon nur zwei Stunden Schlaf, gelangen Sämi Burkart zusammen mit den Vorjahressiegern Reto Koller und Rafaele Vercella als erste ins Ziel. Nur fünf der achtzehn Teilnehmer beenden das Rennen

Im vergangenen Jahr beteiligten sich Reto Koller aus Büttikon und Sämi Burkart aus Villmergen, das erste Mal an dem Naturaid und ereichten bei widerlichsten Wetterbedingungen nach 55 Stunden die vordersten Plätze. Nur elf von dreiundzwanzig Teilnehmer/Innen kamen ins Ziel. Es war ein unvergessliches Erlebnis und sollte auch einmalig bleiben.

Doch diesen Sommer entschlossen sie sich nochmals an dem verrückten Rennen des noch verrückteren italienischen Veranstalters Maurizio Doros teilzunehmen. Ihre Vorahnungen diesbezüglich wurden noch übertroffen und Doro der keine Gnade mit den etwas Schwächeren kennt, wartete im Ziel und quietschte vor Freude über sein nicht zu übertreffendes, härtestes, schönstes, Rennen das es gibt.

Vorbereitung:

Sämi vom Veloshop aus Villmergen und Reto machen jede Woche Ausfahrten mit ihren Freunden den Montagsbikern aus Fi – Gö. Ihr Trainingsplan ist nicht in einem Schulbüchlein zu finden. Sie biken einfach gern und das, wenn es sein muss, auch etwas länger und mehr. Das Lieblingsgetränk ist Weizenbier, und essen tun sie alles, ausser das was die Sportwelt empfiehlt. Reto ist durchs Jahr an einigen Langstreckenrennen in den ersten Rängen anzutreffen. Sein bisher grösster Erfolg dieses Jahr, war der Sieg am 12 Stunden-Rennen im deutschen Todnau. Sämi durchs Jahr etwas weniger aktiv, bereitete sich dann nur speziell auf das Rennen in Marokko vor. Er unternahm mehrere bis 12 stündige Touren möglichst ohne essen.

Bikes und Ausrüstung:

Die gefederten Bikes wiegen voll gepackt 25 Kilo. 3.5 Liter Wasser, 8000 Kalorien Essen (Salami, Thon und Biberli). Schlafsack, Kleider für jedes Wetter ( -10° - +35° ), Werkzeug, rep. Material und Rettungsutensilien.

Rennbericht: Tanzender Horizont

Nach der Ankunft in Marakesch wurden wir nach Azilal, dem Startort überführt. Es war ein freudiges Wiedersehen. Zwölf der letztjährigen Teilnehmer/Innen waren wieder mit dabei. Bei einem Angewöhnungstag, wurde das persönliche Material kontrolliert und der Veranstalter Maurizio übergab uns die Karte und die Wegbeschreibung. Bei 672 Kilometer und 12000 Höhenmeter sind zehn Posten anzufahren. Zielschluss nach 88 Stunden. Dann erklärte er die schwierigsten Abschnitte. Zum Beispiel, mit den Händen wild umherfuchtelnd, dass es nach Posten 8, über die 30 Kilometer Steinwüste dutzende Abzweigungen gibt. Man sich aber nicht ablenken lassen soll und einfach ungefähr südliche Richtung beibehalten soll. Markierungen fehlen.

Morgens um vier Uhr war der Start. Reto, Rafael und Mauro fuhren zusammen. Raffael reparierte nach dem ersten Posten einen Reifendefekt. Erholte sich aber von der Nervosität nur schwer und musste die zuvor auf ihn wartenden ziehen lassen. Mauro machte nun ein zu hohes Tempo und übergab sich vor Posten zwei.(Anergui) Gemütlich ging es nun an die viertausend Höhenmeter. Reto wartete oft auf den angeschlagenen Mauro.

Sämi wollte seinem letzt jährigen Rezept folgen und ging ganz gemächlich ins Rennen. Mit einer halben Stunde Rückstand auf die Führenden verlies er den ersten Posten. Der folgende steinige Weg durch eine tiefe Schlucht, erlaubte leider kein gemütliches und besonnenes fahren mehr. Beim zweiten Posten traf er Rafael. Am Boden liegend mit einer Zwiebel vor der Nase mit Magenproblemen. Er raffte sich während Sämis kurzer Pause auf und gemeinsam ging es weiter über einen schwer zu fahrenden Pass mit aufgelockerter Erde von Baumaschinen. Wieder Nacht geworden kreuzten sie vor Posten drei (Cherket) die Führenden Reto und Mauro. Nach 30 Minuten Pause, folgten sie dem Führungsduo. 1700 Steigungsmeter und 105 Kilometer standen bis zum nächsten Posten bevor. Nach 10 Kilometer treffen sie auf den ihnen entgegenlaufenden Reto. Ein aufgeschnittener Pneu und defekte Schläuche zwangen ihn zur Rückkehr. Nach erfolgreicher Reparatur gelangte das Trio um 5 Uhr morgens zum 4. Posten.(Agoudal) Doch der allein weggefahrene Mauro war dort noch nicht eingetroffen. Nach 25 Stunden, hatten sie 319 Kilometer und 6800 Höhenmeter zurückgelegt, und gönnten sich zwei Stunden Schlaf. In dieser Zeit traf auch Mauro ein. Er blieb aber, als sie aufbrachen zurück. Es fing an zu regnen und zu schneien. Bei starkem Wind, knapp vor dem höchsten Pass auf 2925 Meter war der Boden so aufgeweicht, dass man die Bikes tragen musste. In einer Hütte machte ein Berber ein Reisigfeuer. Die Handschuhe konnten trocknen. Nach einer tollen Abfahrt gelangte man im Süden des Atlas in die Wärme. Doch der Tag schien kurz. Die Natur bot ein fantastisches Schauspiel. Nach der Dades Schlucht und noch einem Pass ging es durch eine weitere Steinwüste. In Boumales Dades war es wieder Nacht. Reto fuhr in den Steigungen immer etwas voraus und studierte das Road Book und steuerte das Trio durch die Gegend. Nach dem Tizi Pass folgte eine extrem schwierige Abfahrt. Ein Stunde für die tausend Meter brauchten die drei Führenden. Der Posten 8.um 4 Uhr morgens. Ein Haus in der Steinwüste 30 Kilometer nördlich von Nekob Die Berber stehen auf und kochen Reis. Gestärkt geht es weiter in den kommenden Tag hinein. In Nekob essen sie einen Apfel und sehnen sich nach dem Ziel. Ha, nur noch ca.100 Kilometer. Angesichts der nur noch 1000 Höhenmeter, hoffen sie auf eine etwas schnellere Fahrt. Doch weit gefehlt! Da gibt es kein rollen, sondern nochmals einen fast zehn stündigen Kampf über eine nicht enden wollende Steinpiste. Mit knapp 58 Stunden erreichen sie das Ziel in Agdz. Sie sind seit den zwei Stunden Schlaf in Agoudal 31 Stunden unterwegs gewesen. Aber die Freude über den gemeinsamen tollen Sieg ist riesig. Und beim warten auf das Bier, das nie kam, erzählten sie über ihre Eindrücke. Sämi sagte er habe bei der Abfahrt vom Tizi Pass Halluzinationen gehabt. Sei oft so müde gewesen, dass er nicht mehr wusste wer seine zwei Begleiter waren. Als Reto erzählte, dass bei der Fahrt über das Hochplateau, der helle Nachthimmel, in seinen Augen wie ein Balken immer unter den Horizont gesprungen sei, stimmten dem auch Rafael und Sämi bei. Denn das hatten auch sie gesehen. Mauro folgte mit einer Stunde Rückstand und nach Mitternacht, traf Daniele ein. Am nächsten Mittag erreichten Bruno, Mirco und Marco das Ziel. Die restlichen Fahrer/Innen wurden nicht gewertet. Sie blieben nach dem zweiten Posten im Schlamm stecken, oder andere mussten abkürzen um ins Ziel zu gelangen. Es gehört halt auch Glück zum Sieg. infos unter www.naturaid.com (nur italienisch ist Aktiv)


30/10/2007

Il direttore di gara Maurizio Doro ci racconta la prima parte del 4° Naturaid Marocco.

“Si è concluso al villaggio di Agzd il 4°Naturaid Marocco 2007, con l’arrivo di 8 concorrenti e 10 ritirati il Naturaid (unica gara al mondo di questo genere) ha confermato di essere veramente estrema”.

4°Naturaid Marocco 2007, una bellissima gara, in un grande ambiente, che regala un bellissimo premio a chi partecipa: emozioni nello scoprirsi e mettersi in gioco, C’è quasi sempre la possibilità di mascherarsi nella vita, ma alla lunga il vero viso appare. Ecco, l’avventura-raid del Naturaid non dà scampo, la maschera cade immediatamente e l’uomo vede immediatamente il viso dell’altro e ne cattura tutte le sue mosse e psicologie. E’ una bella prova di vita, non c’è via d’uscita, le proprie qualità e lacune sono come su un tavolo verde e il gioco è a carte scoperte, si vede subito la carta migliore e quella più bassa.
Il tavolo da gioco è stato il Marocco con il suo tappeto di 672 km e 12000 m di dislivello che ha portato la carovana di concorrenti dalle montagne maestose ed aride dell’Alto Atlante fino ad Agzd nella Draa Valley dopo aver superato il superbo antico massiccio vulcanico del Saharo.
Ancora una volta il 4° Naturaid Marocco ha dimostrato di essere veramente una gara estrema dove il limite umano è ai massimi livelli: qui non si bara.
Già alle verifiche si è visto un livello tecnico che riguardava la bici, molto alto, negli anni c’è stata una grande evoluzione nel ricercare i materiali, le sacche, l’alimentazione per creare sulla bici una situazione di leggerezza e un confort nel trovare e avere presto e subito tutto l’indispensabile a portata di mano durante la progressione sulla pista e nelle soste ai CP. Le bici sembravano proprio dei cavalli da battaglia, ognuno è in autonomia completa per 4 giorni e tutto era pronto per la partenza.
E’ avvenuta alle 4 di mattina ed il cielo faceva ammirare una gigantesca luna piena arancione che stava scendendo dietro le ultime montagne. Naturalmente il gruppo ha cominciato a sgranarsi perché ogni atleta ha preso il proprio ritmo in base alla propria strategia elaborata. Al primo CP dopo 81 km, passano i primi concorrenti con 45 minuti di vantaggio rispetto all’orario dello scorso anno. Il ritmo è veramente alto. Sono gli stessi vincitori dello scorso anno lo svizzero Reto Koller e Raffaele Verzella, con loro c’è anche Mauro Miorelli che sembra in gran forma. Il tempo di bere una zuppa e via nuovamente in sella verso il CP2 al km 159. I distacchi con gli altri sono già alti, 30 minuti il primo inseguitore, lo svizzero Samuel Burkart, poi via via tutti gli altri. Ma non vuol dir nulla, le gare di questo tipo quello che conta è una buona gestione del proprio corpo riconoscendone i segnali di richiesta aiuto e nell’economizzare tutti i movimenti e riducendo così i tempi di soste per i recuperi. Mentre nella serata del 24 Ottobre alle ore 19:55 uscivano dal CP3, al 214° km, i primi concorrenti, una grande svolta accadeva nelle retrovie: un gruppetto con anche le tre ragazze che si trovava tra delle gole molto strette, ma spettacolari, stava arrivando al CP2, purtroppo diverse forature e guasti hanno rallentato la progressione e qualcuno ha raggiunto il CP spingendo la bici e qualcun altro molto provato dallo sforzo è stato obbligato ad una lunga sosta fino al mattino.
Purtroppo quest’attesa non è stata premiata anzi, il tempo è peggiorato ed ha cominciato a piovere, tanto che la pista per diversi km era impraticabile per il fondo così fangoso e l’argilla si attaccava ovunque sulla bici bloccando il movimento delle ruote. Qualcuno già affaticato pesantemente dal giorno precedente e già soddisfatto della sua prestazione ha deciso di fermare lì la sua gara e seguire con la jeep, gli altri tentavano con tutte le loro energie di superare il colle a 2500 m di quota. L’avanzata era veramente lenta e difficile e purtroppo vista la quasi impossibilità di continuare la decisione era quella di rinunciare. Bravi ugualmente
per non aver lasciato nulla in sospeso ed aver provato con tutte le energie perché ognuno sa di aver fatto tutto il possibile.

Il Naturaid continuava con 11 concorrenti. Mancano ancora 70 km al CP4 di Agudal e sulla strada incontriamo Mauro Miorelli.  E’ in testa. E’ solo. E’ al buio più assoluto, solamente la luce rossa posteriore gli fa compagnia. E’ seduto su un sasso piegato in avanti ed ha la testa tra le mani, sta crollando dal sonno, parla a vuoto ed è in preda allo sconforto, e ondeggia sulla strada, non conosce ancora questo suo stato estremo di stanchezza, al limite dello svenimento. Ma fortunatamente resiste al ritiro e si abbandona a terra su un telo vicino ad un ricovero per capre e patate. Ci dirà poi che è stata una esperienza molto forte e di aver vissuto con grande serenità questa solitudine protetto dal cielo stellato, “il posto più comodo dove abbia mai dormito”.
Il ritmo dei 2 svizzeri e Verzella che nel frattempo si sono uniti è sempre costante e alto, raggiungono il CP4 dopo 319 km e quasi 6800 m di dislivello. Decidono di fermarsi e dormire 3 ore prima di affrontare il grande passo a 2900 m. E’ stata una saggia decisione perché sono ritornate le forze e la salita riserva una sorpresa veramente inaspettata: una vera bufera di neve con vento forte e frontale che sputa violentemente in faccia i piccoli e taglienti fiocchi di neve. Verso il passo s’incammina anche Miorelli, tutti sono bene imbacuccati e si proteggono con tutto quello che hanno, sono avvolti dalla nebbia e spingono la bici sulla pista che è diventata fangosa. 5 ore e 30 per fare 65 km e concedersi 25 min e una frittata al CP5.
(fine prima parte)


29/10/07

Arrivano ancora messaggi per gli atleti Naturaider

Bravo Sämi und Reto. Wir gratulieren!!!!! Lynn ist ganz stolz auf ihren Götti! Karin und Christoph denken, dass ihr ein wenig spinnt aber trotzdem Helden seid.

GRATULATION!!!!!!!!!

 

Liebe Sämi und Reli

Ganz herzlichi Gratulation zu Eure super Leischtig!!!!

Mer send ganz stolz uf Euch, mer wönschid Eu gueti Erholig

ond en gueti Heireis! Fiered no schön, Prosit!!!!

Bes bald und herzlichi Grüess

Pisa und Sonja
 

Ciao TirannoMauro anche questa volta sei riuscito nel tuo obiettivo.
Complimenti per l'ottimo risultato ( na' strusciada ) e se non mi
sento troppo vecchio
l'anno prossimo" vegno anca mi"

Ciao Nicola e Katia


27/10/07

Nuovi messaggi alla nostra posta:

X Ilaria
un grosso bacione sei sempre la migliore
GIULIA e REBECCA!!!!!!!!!!!!!

Ciao Ausilia! Da quel che ho letto, anche questa avventura resterà per sempre impressa nei tuoi ricordi... Salutami i colori del Marocco, la sua gente e anche il fango che vi ha bloccato le ruote ma  non lo spirito. Sei sempre "Eroica":
By  Alessandro (PBP)

 

X Bicio Chiarani. Siamo fieri di te, sei stato grande e ce l'hai messa tutta!
Un grande BACIO Martina, Anto, Maura e Michele.
By Zanna!!!!!!!!!!!!

A Mauro...

sapevo già dai primi preparativi che l'avresti fatta in solitaria...aspetto un uomo nuovo al tuo ritorno...

un abbraccio i tuoi pessolini 

A Mattia... grande cosa averti per amico...con la tua presenza e i tuoi continui aggiornamenti hai reso unico questo naturaid...grazie Vania


26/10/07

Nuovi  saluti e messaggi dalla posta Naturaid:

Vai Simone, nonno pedala con te.
Ciao
Nonno, Bepu e tutti gli altri

ciao Silvio
comunque per noi rimani il numero uno...............................
tanti saluti al resto del gruppo.......................in particolare a Mirco ,Frabrizio
                                           Santy  Sandra  Andrea Nico


Un grazie a tutti i messaggi di incoraggiamento, noi ce l'abbiamo messa proprio tutta ma dopo estenuanti 8 ore nel fango con bici in spalla per percorrere solamente 2 chilometri, e con la prospettiva di altri 30 chilometri identici sotto il diluvio a 2500 metri d'altitudine...ci siamo guardate negli occhi e ci siamo dette : "questo è il nostro limite!"...
                                                        Ausilia e Ily
 
 
P.S. grazie a questo naturaid che mi ha permesso di conoscere una persona veramente speciale, la quale per diverse ore ha spinto la mia bici che era più pesante della sua!
Un bacione alla mia piccolina
                                                          Ily
 

paolo tour de pance
grandi complimenti ai primi arrivati
ormai la gara è troppo corta....
ma dove sono i nostri eroi rimasti
hanno ancora le strisce zebrate?
forza raga pedalate e pedalate e pedalate
vaiiiiiiii
paolo

Congratulazioni e complimenti vivissimi ai tre moschettieri Raffaele Verzella, Samuel Burkart, Reto Koller.Credo abbiate di che essere orgogliosi per la grossa impresa compiuta ancora una volta con maltempo. Un'abbraccio caloroso al generoso Mauro Morelli. Grande crescita di esperienza.
Ancora tanti complimenti a tutti quelli che copleteranno l'avventura e anche a quelli che hanno voluto provarci.
Mauri; ancora una volta sei riuscito a creare qualcosa di  eccezionale, complimenti!!!!!
Rino
 

Grande Tirannomauro...sei l'eroe di questo Naturaid...in solitaria è l'impresa dei veri duri
e tu hai dimostrato di esserlo arrivando subito dietro i primi.
Daniele Modolo ti segue a distanza, ed anche per lui sarà una grande vittoria.
Questo Naturaid è proprio una gara fantastica...Complimenti ancora Mauro!!!
All'edizione del 2008 dunque...
Stefano Fabrizi

Hey papi...non sei ancora stufo di stare lontano da noi?
Preparati x il tour del Mar Rosso...la non ti puoi ritirare!!!...Devi arrivare fino all'ultimo giorno....
Sei comunque il papà + forte... A presto!!!!
N.B
Ricordati di portarci un regalo dove abbiamo tenuto sotto controllo tua
moglie....

Baci & Abbracci....
Niko & Andrea x Silvio

 

SIAMO QUI DAL CECIDO, NON MOLLATE PROPRIO ALL'ULTIMO, CORAGGIO SILVIO SARA' PER LA PROSSIMA AVVENTURA. SALUTI EL MILANES E CECIDO

Simone...... stringi i denti e fatti onore, l'orgoglio è l'ultimo a
morire...
Mattia Carola e tutti

Hello, Mirko !!!!  Il �Caffè Italia� è con te ! Vai che sei forte!!!!

CREDERCI SEMPRE !     MOLLARE MAI !

Carissima Olga come procede, non vorrai mica far tutta la gara senza fermarti?
FORZA, tifiamo tutti per te.
Comunque un imbocca al lupo a tutti quanti, siete FORTISSIMI
Chissà che un giorno.........

CIAO SILVIO..
Ho appena guardato il sito di Naturaid e ho appreso dai messaggi che ti hanno inviato che ti seri ritirato... Peccato.. Comunque sei tutti noi, e per me sei il MIGLIORE..
Claudia Deimichei.. A presto

QUELLI CHE...IL CICLO.." di Riva del Garda
  Abbiamo appreso online la notizia del ritiro del nostro Verdurer,Silvio, qualsiasi situazione abbia fermato la tua corsa, non ha fatto altro che accrescere la tua forza, e ne siamo certi sopratutto anche la voglia di nuove avventure, grazie e continuate a farci sognare,    I carcerati del ciclo...            w la fuga !
 

paolo tour de pance
onore a chi si è ritirato, perchè il solo provarci non è da poco
onore a chi continua, perchè sa che ce la può fare
onore a Maurizio, perchè è matto più di tutti
un'abbraccio
paolo
 

ciao silvio, ho saputo stanotte del tuo ritiro, non sai quanto mi dispiaccia, comunque per chi partecipa è sempre un successo perchè un vero atleta è quando capisce in certe situazioni il momento di fermarsi, qualsiasi sia il motivo.

auguro invece a mirko,mauro,bicio,marco un buon proseguimento di questa spettacolare avventura, vi seguiamo ogni giorno, il TDP è con voi!
un salutone anche a te MAURIZIO e buona continuazione  a presto sergio  (cecido)

Vai Mauro!!!!!!!!
Sei un grande non mollare che li becchi!!!!...
In bocca al lupo a tutti voi rimasti in gara!!!
Bravissimi anche voi che avete toccato il vostro limite!!!!!... Non è una
cosa da poco mettersi in gioco!!!!! e non tutti hanno il coraggio o la
voglia di farlo!
Un abbraccio a tutti!
Giacomo
 

Per Emanuele e Massi
Tutto quello che avete provato e vissuto in questi giorni non ve lo puo’ togliere nessuno.
Il solo fatto di essere dove siete è gia’ una vittoria, siatene orgogliosi.
Ema tvb
mum

......belin Raffaele va a finire che la pizza, anzi, la cena nel ristorante che decidiamo io e Bruno, la offri sul serio. 
Ragazzi bravi tutti e tutte avete due p...le grandi così, in una sola parola
S P E T T A C O L O
Sempre con una sanissima invidia da chi se lo mena in ufficio,
Walter Zannino -Spotorno-

25/10/07

Ancora messaggi alla nostra posta:

Ore 23.00

Ho avuto notizie da Ausilia di quanto questo Naturaid sia ancora una  volta estremo e spietato...
quanto conti la preparazione psicologica... non solo fisica, quanto l'essere umano abbia ancora tanto da imparare dalla natura... nella sua affascinante bellezza, imprevedibilità e crudità...
Dico solo ad Ausilia: "sei una grande atleta che alla Parigi Brest Parigi hai dimostrato  talento da vendere; guarda a questo Naturaid come al limite oltre il quale le dinamiche  interiori contano più di quelle fisiche e non considerare tutto ciò una sconfitta, ma il cammino inevitabile verso una nuova vittoria". Nell'impossibilità di partecipare, sono presente con lo spirito seguendo
con entusiasmo lo svolgersi della gara ed auguro a tutti il meritato successo.
Un particolare saluto a Mauro Miorelli a Sami e Reto...
Grande Mauri hai creato un 'evento eroico..mi spiace averti  paccato...non sai quanto mi dispiaccia...
Sportivamente
Stefano Fabrizi


Forza Simone.......ti seguiamo ai CP. In bocca al lupo a tutti...
Bacioni Carola e Mattia e tutti noi

 Ciao silvio come va? hai quasi quarant'anni ormai devi rassegnarti sarà per la prossima volta
 
Ciao santy, Jen, Seba, Osvi

 

Forza Simone.......ti seguiamo ai CP. In bocca al lupo a tutti...

Bacioni Carola e Mattia e tutti noi

 

Per Ausilia:
che tu possa goderti appieno le emozioni che stai cercando.....
"CapoGufo

 

Ciao Bruno e Raffaele,sono  a casa ma soffro con voi.... ragazzi spingete a TUTTAAAAAAAAAAAAAAA, SEMPREEEEEEEEEEE.
Vi abbraccio forte e.............invidio un pò.
 
Walter Zannino  Spotorno

 

Ragazzi a leggere le news di Mauri mi viene la pelle d'oca... Bufera a 3000
metri... Siete grandi! e adesso devo dire che capisco bene Maurizio quando
lo scorso anno vedendoci nel fango disse: voi ancora non lo "capite" ma per
quello che state facendo adesso vi "invidio"... Io adesso "invidio" voi per
la vita che state toccando... Grandi, grandi tenete duro!!!!!!!
Giacomo

 

Per Silvio Duchi :  Forza papì dove sei chiamami

Per Fabrizio Chiarani

Ho visto il percorso ...è duretto!! Ma la tua tenacia ti aiuterà a superare anche le piu' aspre salite...Siamo tutti con te e ti seguiremo fino in fondo.  Buona fortuna.

Zio Alberto e Enrica

 

Per Ilaria

Ciao coraggiosissima mammina con le ruote grasse, guarda che noi siamo qua tutti a farti il tifo e a prenderci il temporale perchè non venga laggiù da voi!
Imbocca al lupo a TUTTI e buon divertimento!!!!!!!!!!
 
Monica Brum brumm

PER IL MITICO DINO BOSI GROUP
CIAO EMA CIAO MASSI
LEGGIAMO LA CLASSIFICA E CI BASTA SAPERE CHE CI SIETE NON IMPORTA A CHE PUNTO
PER NOI SIETE SEMPRE AL PRIMO POSTO.
NON MOLLATE SIETE VERAMENTE FORTI E NON VI PENSIAMO SEMPRE
UN BACIO
MUM CHICCA CAMILLA ALBERTO E TUTTA LA FAMIGLIA
MA QUANTE VOLTA AVETE DETTO “DINO BOSI “ IN QUESTI GIORNI????

Mauro tieni duro sei grande.
A Raffaele auguro di poter racuperere battendosi come lui
è abituato a fare.
Bruno,Silvio e Mirko; siete un trio formidabile, coraggio.
Daniele dacci dentro che qunado ci troveremo ci
racconterai...
Ad Olga e Ausulia auguro migliore fortuna della scorsa
edizione "tenacemente proseguirete".
Michele, se trovi i pastori berberi del guado porgi loro
un saluto.
A tutto il resto del gruppo auguro buon divertimento e
proseguimento fino alla fine.
Rino

 

Ciao a tutti, partecipanti e organizzatori...un augurio di cuore....che serve non solo per pedalare ma per unire esperienze che penso non si dimenticheranno mai!! 

Sono Daria la moglie di Pino, che spero aiuti e non combini pasticci...sicuramente tiene alto il morale.....e avrà ance invidia di non aver partecipato alla gara!! 
Comunicazione di servizio per Pino: ok carica telefono fatta. 
Oggi è Santa Daria....un bacione tvb.            La tua croce

 

Grande Mauro!  Vai fortissimo!... Grande anche Reto!!!
Bravi tutti voi impegnati lungo le piste!!!!
Tieni duro Ausilia!!!!!!!!!!!!!!!!
Bravi, bravi, bravi!!!!

Giacomo


Super Leistung bis jetzt! Macht weiter so!
" Mer biberid mit "
Schicken euch Kraft für die nächsten Etappen und drücken fest die Daumen.

 Beni Gaby und Familie

(Super prestazioni fino ad ora! Continua così!
"Biberid Mer"
conserva la tua forza per le prossime tappe . Gaby Beni e famiglia)

 

Forza ragazzi continuate a pedalare.
mangiate e bevete che per dormire c'è tempo dopo
siete grandiiiii

paolo tour de pance

 

DAI PIPPO CHE LI PRENDI SONO LI DAVANTI !!!!!!!!!!!
BRAVI RAGAZZI NON MOLLATE .
BRUN SE ARRIVI TROPPO TARDI "LA TORTA DI RISO FINISCE"!!! OCCHIO!!